Proseguono senza sosta, ma in condizioni sempre più difficili, le ricerche del marito della ministra della Famiglia Eugenia Roccella, disperso dal pomeriggio di ieri nelle acque del lago di Vico, in provincia di Viterbo. L’uomo si era tuffato dalla piccola barca su cui era uscito con la moglie e, dopo un malore, non è più riuscito a risalire a bordo.
Le condizioni proibitive delle ricerche

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Le operazioni si stanno rivelando complesse. “Visibilità scarsissima, quasi pari allo zero già a poca profondità, e temperature che via via che si scende diventano proibitive”, ha spiegato il viceprefetto vicario di Viterbo, Andrea Caputo, facendo il punto sulle ricerche. Nemmeno il robot subacqueo dotato di visore notturno è riuscito a fornire indicazioni utili.
Alle prime luci dell’alba i sommozzatori dei vigili del fuoco sono tornati a immergersi, affiancati dai sommozzatori di carabinieri e guardia di finanza, mentre un elicottero ha ripreso a sorvolare la zona, estendendo l’area delle ricerche rispetto al punto dell’incidente, vicino alla sponda del comune di Ronciglione. A coordinare le operazioni sono arrivati il questore di Viterbo, il vicario del prefetto e il comandante provinciale dei carabinieri.
La dinamica e l’ipotesi dello shock termico

Secondo una prima ricostruzione, l’uomo si sarebbe tuffato dal natante per cercare sollievo dall’afa. Riemergendo, avrebbe avuto solo la forza di dire che non si sentiva bene, senza però riuscire a risalire né ad aggrapparsi al bordo della barca, che non era all’ancora. La moglie non ha potuto prestargli aiuto e ha immediatamente chiamato i soccorsi.
Le acque del lago, anche oggi piatte, sono fredde. Per questo l’ipotesi più accreditata è quella di un shock termico: il malore improvviso potrebbe averne impedito la risalita, prima che le correnti lo trascinassero. Un’eventualità che, unita alla profondità e alla scarsa visibilità, rende le ricerche particolarmente difficili.
L’allarme e i figli
Sulla barca, secondo le testimonianze raccolte sul posto, si trovavano soltanto marito e moglie. I due figli della coppia, che erano a terra, sarebbero stati avvertiti dalla madre e sono accorsi sul luogo dell’incidente. Il quartier generale delle ricerche è stato allestito nel cantiere nautico da cui era uscita la piccola imbarcazione, ora presidiato dalle forze dell’ordine. La ministra è stata successivamente riaccompagnata nella casa di famiglia nel Viterbese, dove attende notizie insieme ai figli.
La vicinanza delle istituzioni
Numerosi i messaggi di solidarietà giunti alla ministra. “In queste ore così dolorose, la mia vicinanza e quella di tutti i colleghi di Governo vanno a Eugenia Roccella e alla sua famiglia”, ha scritto sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Al suo messaggio si sono uniti numerosi esponenti del governo e delle istituzioni, tutti stretti attorno alla famiglia in attesa degli sviluppi.