venerdì, Giugno 26

Ranucci in Vigilanza Rai: “Tagliare Report è grave”. Corsini replica: “Meno risorse, ma serve più pluralismo”

La Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai si è riunita dopo oltre un anno di stallo per ascoltare Sigfrido Ranucci, conduttore di Report, e Paolo Corsini, direttore dell’Approfondimento Rai. Un confronto acceso, avvenuto a poche settimane dall’attentato subito dal giornalista, che ha riacceso il dibattito sui tagli alle puntate di Report e sul presunto “sbilanciamento politico” del programma.

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Tagliare le puntate alla trasmissione che più incarna il servizio pubblico mortifica il merito e lo spettatore”, ha dichiarato Ranucci davanti ai commissari, definendo la decisione “dolorosissima” e sottolineando che “non era stata comunicata chiaramente neanche durante la presentazione dei palinsesti”.

Il giornalista ha poi aggiunto: “Ci sono stati tagli lineari in passato, ma mai un taglio specifico a Report. Questa volta è diverso e grave”.

La replica di Corsini: “Meno fondi, ma più equilibrio”

Il direttore Corsini ha ammesso il confronto “aspro” con Ranucci, ma ha difeso la scelta come effetto dei tagli alle risorse pubbliche destinate alla Rai. “È stata una decisione di bilancio, non di indirizzo editoriale. Tutta l’area Approfondimento ha dovuto ridurre i budget”, ha spiegato.

Nel suo intervento, Corsini ha anche precisato di aver scritto a Ranucci più volte “per sollecitare un maggiore pluralismo” nei temi trattati da Report, osservando che “i servizi di inizio stagione erano concentrati su soggetti collegati a un unico partito di governo”. Ha aggiunto: “Spero che nei prossimi mesi il programma offra un quadro più ampio. Il tempo di parola non è un indicatore utile per le inchieste, ma il bilanciamento dei temi resta necessario”.

Il confronto sul pluralismo e sui costi

Ranucci ha difeso con forza il lavoro del suo team: “Siamo tra i programmi più virtuosi delle prime serate Rai. Lamentarsi dei nostri costi è come se il Papa si lamentasse del Giubileo”. A sostegno, Corsini stesso ha confermato che Report “è nella top 3 delle trasmissioni più efficienti”, ma ha ribadito che “la riduzione di fondi colpisce tutti”.

Durante la seduta, il deputato di Fratelli d’Italia Raffaele Speranzon ha mostrato un grafico a torta con la distribuzione delle puntate di Report per schieramento politico, alimentando il dibattito sul presunto squilibrio editoriale del programma.

L’audio Sangiuliano e le inchieste sensibili

Ranucci ha anche difeso la pubblicazione dell’audio tra Sangiuliano e Boccia, per il quale il Garante della Privacy ha sanzionato la Rai: “Ritengo ancora che fosse di interesse pubblico. L’audio è stato registrato pochi minuti prima che il ministro Sangiuliano chiedesse di bloccare un contratto di collaborazione”.

Il conduttore ha poi criticato il Garante Agostino Ghiglia, spiegando: “Il problema non sono i tecnici, ma chi la politica ha nominato lì dentro”.

L’attentato e le piste investigative

Interrogato dai commissari sulla tentata aggressione subita, Ranucci ha detto di non poter ancora collegare l’episodio a una causa precisa: “Seguiamo una vicenda su un parco eolico in Veneto che coinvolge affari legati a Matteo Messina Denaro, ‘ndrangheta e politica. Un collaboratore di giustizia che ci aveva fornito informazioni è stato trasferito in località protetta il giorno dopo l’attentato”.

Il giornalista ha citato anche un’altra pista legata al ritrovamento di una mitragliatrice di produzione italiana in un cantiere navale, sostenendo che “dietro ci sarebbero interessi criminali internazionali”.

Infine, rispondendo a Maria Elena Boschi sul presunto pedinamento e sul “mandato” ricevuto dal sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, Ranucci ha chiesto che la parte più delicata dell’audizione si svolgesse in seduta segreta.

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