Il violento terremoto che ha colpito il Venezuela continua a lasciare dietro di sé una lunga scia di dolore. Tra le vittime accertate c’è anche Giuseppe Colaianni, 55 anni, originario di Calascibetta, in provincia di Enna. La sua storia ha profondamente colpito l’opinione pubblica per il gesto compiuto pochi istanti prima del crollo dell’edificio in cui si trovava.
Secondo quanto ricostruito dai familiari, l’uomo sarebbe infatti riuscito a mettere in salvo la moglie prima di essere travolto dalle macerie. Un ultimo gesto di altruismo che gli è costato la vita e che oggi viene ricordato con grande commozione sia in Italia sia dalla comunità italiana presente in Venezuela.
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Il gesto che ha salvato la moglie

Le fortissime scosse hanno colpito l’area di Caracas nel tardo pomeriggio del 24 giugno. Giuseppe Colaianni si trovava insieme alla moglie all’interno di un edificio quando la struttura ha iniziato a cedere.
In quei drammatici istanti il cinquantacinquenne sarebbe riuscito a spingere la donna lontano dalla zona più pericolosa, permettendole di salvarsi. Per lui, invece, non ci sarebbe stato il tempo necessario per mettersi al riparo: il crollo lo ha travolto provocandone la morte.
Da tempo Colaianni viveva in Sudamerica, dove lavorava nel settore della logistica internazionale, pur mantenendo uno stretto legame con la Sicilia e con la sua famiglia.
La telefonata interrotta durante il compleanno della figlia
La tragedia si è consumata in un momento che avrebbe dovuto essere di festa. Al momento del sisma Giuseppe e la moglie stavano effettuando una videochiamata con la figlia Antonella, studentessa universitaria in Francia, che proprio quel giorno festeggiava il compleanno.
La conversazione si è improvvisamente interrotta durante le scosse. Soltanto diverse ore dopo la giovane ha appreso la drammatica notizia della morte del padre.
I coniugi erano rientrati in Venezuela da poche settimane dopo aver trascorso circa due anni in Francia, dove avevano scelto di restare vicini alla figlia durante il suo percorso universitario.
Giuseppe lascia anche il figlio Egidio, che vive a Firenze e lavora come ingegnere chimico.
Il ricordo della comunità di Calascibetta
Nel paese natale di Giuseppe il dolore è profondo. Parenti e amici ricordano un uomo molto legato alle proprie radici, appassionato di musica rock e grande tifoso del Bologna, squadra che aveva imparato ad amare durante gli anni trascorsi nel capoluogo emiliano.
Ogni volta che rientrava in Sicilia trascorreva il tempo con i familiari, ai quali chiedeva sempre di preparargli il suo dolce preferito: il tiramisù.
Proseguono le ricerche dei dispersi
Intanto continua la preoccupazione anche per un’altra cittadina italiana, Francesca Mannina, originaria di Balestrate, in provincia di Palermo, che risulta ancora dispersa dopo il terremoto.
Secondo le prime ricostruzioni, la donna avrebbe tentato di lasciare l’edificio in cui si trovava mentre era in corso il crollo. Nelle ultime ore il compagno è stato estratto vivo dalle macerie, alimentando la speranza dei familiari di poter ritrovare anche lei.
Le autorità venezuelane, insieme ai soccorritori internazionali e alle strutture consolari italiane, continuano senza sosta le operazioni di ricerca nelle aree maggiormente colpite dal sisma.