mercoledì, Luglio 22

Nuovo scandalo Ue, il Cremlino attacca: «Corruzione ignorata a Bruxelles, soldi verso Kiev da canali illeciti»

Il nuovo scandalo europeo legato alla presunta frode negli appalti Ue e ai fermi eseguiti in Belgio continua a produrre reazioni a catena sul piano geopolitico. Dopo le operazioni che hanno coinvolto Federica Mogherini, l’ex ambasciatore Stefano Sannino e un terzo dirigente del Collegio d’Europa, dalla Russia arriva un attacco diretto contro Bruxelles. A parlare è la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, che usa l’inchiesta come punto di partenza per contestare l’Unione Europea in materia di trasparenza, fondi e gestione delle crisi internazionali.

Le accuse del Cremlino: «Corruzione ignorata, ma si fa la morale agli altri»

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Zakharova ha definito lo scandalo un’ulteriore dimostrazione delle “contraddizioni interne” dell’Ue, sostenendo che Bruxelles sarebbe troppo incline a criticare gli altri Paesi mentre, allo stesso tempo, sottovaluterebbe le proprie problematiche. L’episodio, secondo la portavoce, dimostrerebbe come l’Unione non riesca a proteggersi da dinamiche di gestione opaca dei fondi comunitari.

«L’Unione europea preferisce ignorare i suoi problemi di corruzione», ha dichiarato Zakharova, citata dai media russi, commentando l’indagine belga. L’esponente del Cremlino ha sostenuto che questa vicenda confermerebbe una presunta fragilità del sistema europeo, soprattutto in relazione ai meccanismi con cui vengono gestite risorse e appalti di dimensione transnazionale.

Covid, Ucraina e fondi: il nuovo affondo russo

Approfittando del clamore seguito ai fermi, Zakharova ha ampliato il raggio delle accuse spostando l’attenzione sui finanziamenti europei destinati a Kiev, nel contesto della guerra in Ucraina. Secondo la portavoce, i canali ufficiali e non ufficiali attraverso cui transitano i contributi per il sostegno all’Ucraina sarebbero vulnerabili a dinamiche illecite.

«Ogni giorno, milioni di euro fluiscono attraverso canali corrotti verso Kiev nell’Ue, e da lì finiscono nelle tasche dei privati. Questo accade da anni alla luce del sole», ha affermato. Nei suoi commenti Zakharova ha inoltre collegato la questione a un presunto pattern di gestione economica europea che, a suo dire, emergerebbe anche nei dossier sulla pandemia da Covid-19.

L’interpretazione fornita dal Cremlino, coerente con la linea già adottata in precedenza, inserisce l’inchiesta sugli appalti nel quadro più ampio delle critiche russe verso i meccanismi decisionali e finanziari di Bruxelles.

L’Ungheria interviene e rilancia la polemica

Alle parole di Zakharova si è aggiunta la reazione del governo ungherese, che da tempo intrattiene rapporti complessi con la Commissione Europea su temi legati allo stato di diritto e alla gestione dei fondi. Il portavoce dell’esecutivo di Budapest, Zoltan Kovacs, ha commentato su X definendo quanto accaduto «un nuovo shock scandaloso» per l’Ue.

«La polizia belga fa irruzione all’alba nello Seae e al Collegio d’Europa? Documenti sequestrati, arresti effettuati, sul tavolo corruzione e frode negli appalti. Non te lo inventeresti nemmeno», ha scritto. Kovacs ha poi ironizzato sul ruolo dell’Ue come garante delle regole democratiche: «Divertente come Bruxelles faccia la predica a tutti sullo stato di diritto mentre le sue stesse istituzioni sembrano più una serie poliziesca che un’unione funzionante».

L’intervento del governo ungherese, seppur politico nelle intenzioni, riflette un ulteriore livello di tensione istituzionale tra Budapest e Bruxelles, in un momento già carico di criticità diplomatiche e finanziarie.

Un caso destinato ad avere ripercussioni politiche

L’inchiesta belga, insieme alle reazioni provenienti da Mosca e da alcuni Stati membri, conferma la portata europea di una vicenda che va ben oltre il semplice accertamento giudiziario. Le autorità belghe e la Procura europea stanno proseguendo le verifiche su presunte irregolarità negli anni 2021-2022 relative ai bandi per la formazione dei giovani diplomatici europei e alle procedure di acquisto di strutture collegate al Collegio d’Europa.

Nelle prossime settimane verranno chiariti i contorni dell’indagine, mentre sul piano politico il caso rischia di diventare terreno di scontro fra differenti visioni dell’Unione.