lunedì, Luglio 27

Morto Alessandrojacopo Boncompagni Ludovisi, il “principe del vino”: aveva 53 anni

Il mondo del vino italiano perde una delle sue figure più rappresentative. Alessandrojacopo Boncompagni Ludovisi, proprietario della storica Tenuta di Fiorano alle porte di Roma, è morto a 53 anni dopo una malattia che lo aveva colpito negli ultimi mesi. La notizia è stata accolta con profondo cordoglio nel settore enologico e nel panorama culturale romano.

Un’eredità nobile e una storia familiare secolare

Discendente di una delle famiglie più antiche della capitale, Ludovisi viveva in una casa-museo in piazza di Spagna, dove erano custoditi documenti e opere che raccontavano la storia del suo casato. Tra i suoi antenati figurano due pontefici: papa Gregorio XIII, promotore del calendario gregoriano, e papa Gregorio XV, protagonista della storia del Seicento romano.

Il legame con la tradizione familiare non si limitava alla storia nobiliare. Negli anni più recenti, Ludovisi aveva raccolto l’eredità dello zio Alberico, rilanciando con determinazione la produzione della Tenuta di Fiorano. In quelle vigne, fuori dal caos della capitale, era nato uno dei primi “tagli bordolesi” italiani, una combinazione di vitigni internazionali come cabernet sauvignon, merlot e cabernet franc.

Il contributo al vino italiano e il rapporto con l’arte

Come ricordato da Gambero Rosso, Ludovisi era un punto di riferimento non solo per il Lazio ma per l’intero panorama vinicolo nazionale. Oltre alla sua attività di produttore, ricopriva il ruolo di consigliere dell’ambasciata dell’Ordine di Malta presso la Santa sede.

Accanto alla passione per il vino, coltivava un profondo interesse per l’arte contemporanea. Gestiva infatti una galleria a Roma dove aveva ospitato lavori di artisti di fama internazionale come Jannis Kounellis, Jan Dibbets, David Nash e Carlo Rea.

Il cordoglio dell’Ais Lazio: «Una perdita profonda»

Numerosi i messaggi di affetto e riconoscenza. Tra i primi a ricordarlo, l’Ais Lazio (Associazione Italiana Sommelier), che in una nota ufficiale ha parlato di una figura capace di unire visione e tradizione:

«Ha restituito splendore a un territorio unico, dando nuova vita a una cantina leggendaria e guidandola con amore, rigore e grande rispetto per la natura e la storia», si legge nel messaggio. L’associazione ha inoltre sottolineato l’importanza del suo ruolo nella crescita culturale del settore e nella valorizzazione dell’identità territoriale.

Il ricordo si conclude con un pensiero rivolto alla famiglia e a chi ha lavorato al suo fianco: «La sua scomparsa rappresenta una perdita profonda per appassionati, sommelier e operatori del vino».

Un’eredità che continua

La morte di Alessandrojacopo Boncompagni Ludovisi lascia un vuoto nel mondo del vino e della cultura romana, ma anche un patrimonio materiale e immateriale che continuerà a vivere attraverso la Tenuta di Fiorano e le iniziative da lui curate nel corso degli anni. La sua figura resta simbolo di come tradizione, innovazione e sensibilità artistica possano convivere e generare valore.