domenica, Luglio 12

Morte di Aurora Livoli, c’è un indagato: chi è l’uomo sotto inchiesta a Milano

Proseguono le indagini sulla morte di Aurora Livoli, la ragazza di 19 anni trovata senza vita nel cortile di un condominio in via Paruta, nella zona nord di Milano. Mentre nella giornata odierna è in corso l’autopsia sul corpo della giovane, emerge un nuovo elemento investigativo: un uomo di 57 anni è stato iscritto nel registro degli indagati.

Si tratta di un cittadino peruviano fermato dai carabinieri poche ore dopo il ritrovamento del cadavere, inizialmente per una tentata rapina avvenuta nella stessa area. Un episodio che ora viene attentamente analizzato dagli inquirenti per verificare un eventuale collegamento con la morte della 19enne.

Leggi anche:Malori in spiaggia a Bibione: un morto e due arresti cardiaci in poche ore

Leggi anche:Tragedia al mare in Italia, malore fatale in spiaggia: inutili i soccorsi

Leggi anche:Italia, bagno si trasforma in tragedia: padre trascinato dall’acqua insieme ai due figli piccoli

L’uomo indagato e il fermo per tentata rapina

Secondo quanto trapela da fonti investigative, il 57enne sarebbe stato bloccato per un reato distinto, ma temporalmente molto vicino alla morte di Aurora. Al momento non è stato chiarito se l’uomo sia la stessa persona ripresa dalle telecamere di videosorveglianza insieme alla ragazza nelle ore precedenti al decesso.

Gli investigatori mantengono il massimo riserbo: l’iscrizione nel registro degli indagati rappresenta un atto dovuto per consentire gli accertamenti difensivi e non equivale, al momento, a un’accusa formale.

Le immagini delle telecamere e le ultime ore di Aurora

Un ruolo centrale nell’inchiesta è svolto dalle immagini delle telecamere presenti nella zona. Nei filmati si vede Aurora camminare accanto a un uomo, descritto come alto e magro, fino all’ingresso del cortile dove il corpo della giovane verrà poi ritrovato. Poco dopo, lo stesso soggetto viene ripreso mentre si allontana da solo.

La comparazione tra le immagini video e la posizione del 57enne fermato è uno degli aspetti su cui si stanno concentrando gli accertamenti, insieme all’analisi dei tabulati telefonici e degli spostamenti nella zona.

L’autopsia e le cause della morte

L’esame autoptico, disposto dalla Procura di Milano, dovrà chiarire con precisione le cause del decesso e stabilire se sul corpo siano presenti segni riconducibili a una violenza. Aurora è stata trovata priva di documenti e senza il telefono cellulare, elementi che inizialmente avevano reso complessa l’identificazione.

Dai risultati medico-legali dipenderà l’orientamento definitivo dell’inchiesta: al momento non viene esclusa alcuna ipotesi, dall’aggressione a un malore, fino ad altre circostanze ancora da definire.

L’allontanamento e la denuncia della famiglia

La giovane si era allontanata dalla casa dei genitori all’inizio di novembre. L’ultima telefonata ai familiari risalirebbe alla fine dello stesso mese, mentre intorno al 10 dicembre era stata formalizzata una denuncia per allontanamento volontario.

I parenti hanno raccontato che non si trattava del primo allontanamento, ma il silenzio prolungato aveva comunque fatto crescere l’apprensione. Un’attesa che si è trasformata in tragedia con il ritrovamento del corpo a Milano.

Indagini ancora aperte

In queste ore i carabinieri stanno incrociando testimonianze, immagini di videosorveglianza e risultati scientifici per ricostruire ogni passaggio delle ultime ore di vita di Aurora Livoli. L’autopsia rappresenta un passaggio chiave per chiarire la dinamica dei fatti.

Solo dopo l’esito degli accertamenti medico-legali e tecnici sarà possibile delineare con maggiore precisione il quadro di una morte che, al momento, resta avvolta da molti interrogativi.