sabato, Luglio 18

Chi era Emanuele Galeppini, promessa del golf italiano morta nella strage di Crans-Montana

Il nome di Emanuele Galeppini è tra i primi tre italiani ufficialmente identificati tra le vittime della strage di Crans-Montana. La conferma è arrivata al termine di una giornata straziante per le famiglie dei ragazzi dispersi, quando l’esito degli esami genetici ha spazzato via le ultime speranze. Emanuele, 17 anni, promessa del golf italiano, è stato riconosciuto grazie al confronto del Dna effettuato dagli investigatori svizzeri all’ospedale di Losanna.

Insieme a lui sono stati identificati Giovanni Tamburi e Achille Barosi. Tre nomi, tre storie diverse, unite da una stessa notte che ha trasformato una vacanza di festa in una tragedia collettiva.

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L’identificazione con il Dna dopo ore di attesa

La notizia è arrivata dopo uno stillicidio di aggiornamenti, numeri e comunicazioni ufficiali. I risultati degli accertamenti genetici sui corpi recuperati nella discoteca Le Constellation hanno confermato ciò che nessun genitore avrebbe mai voluto sentire. Il profilo genetico di Emanuele Galeppini ha coinciso con quello fornito dai familiari, mettendo fine a ore di angoscia e incertezza.

La comunicazione è stata data prima ai parenti, assistiti dagli psicologi, e solo successivamente alle autorità diplomatiche italiane. Da quel momento è scattata la procedura per la restituzione della salma e il trasferimento in Italia, coordinato dalla Farnesina con il supporto della Protezione civile.

Chi era Emanuele Galeppini

Emanuele Galeppini era nato a Genova e avrebbe compiuto 17 anni il prossimo 21 gennaio. Da alcuni anni viveva con la famiglia a Dubai, dove aveva costruito il proprio percorso scolastico e sportivo. Nonostante il trasferimento all’estero, aveva mantenuto un legame costante con l’Italia e con l’ambiente golfistico nazionale.

Chi lo conosceva lo descriveva come un ragazzo educato, riservato e sorprendentemente maturo per la sua età. Sul campo mostrava calma, concentrazione e rispetto, qualità che lo avevano fatto apprezzare ben oltre i risultati.

La carriera nel golf e il ranking mondiale

Emanuele era considerato una delle giovani promesse del golf italiano. Inserito nel ranking mondiale dilettantistico, aveva raggiunto nel tempo piazzamenti significativi, dimostrando una crescita costante. Pur senza aver ancora conquistato titoli, aveva chiuso numerosi tornei nelle prime dieci posizioni e ottenuto due secondi posti in competizioni internazionali disputate negli Emirati Arabi Uniti.

Si era allenato anche in Italia, in particolare al Golf Club di Rapallo, e nel 2025 aveva chiuso al quarto posto il Campionato junior del Medio Oriente. L’ultimo torneo risaliva a metà dicembre, poche settimane prima della tragedia.

Scuola, viaggi e sacrifici

A Dubai frequentava la Swiss International School, riuscendo a conciliare studio e attività sportiva con grande disciplina. Viaggiava spesso tra Europa e Medio Oriente per partecipare a tornei, costruendo passo dopo passo un percorso che lasciava intravedere un futuro nel golf competitivo.

Per lui il golf non era solo uno sport, ma un progetto di vita, affrontato con dedizione e serietà.

Una tragedia che coinvolge un’intera generazione

Emanuele Galeppini è uno dei tre primi italiani identificati, ma l’elenco dei dispersi non è ancora chiuso. All’appello mancano ancora Chiara Costanzo, Sofia Prosperi e Riccardo Minghetti, mentre le famiglie continuano a sperare che possano trovarsi tra i feriti non ancora identificati.

La tragedia di Crans-Montana ha colpito ragazzi che spesso si conoscevano, che avevano trascorso insieme l’infanzia e le vacanze, che avevano cenato insieme poche ore prima dell’incendio. Un’intera comunità, italiana e svizzera, si ritrova ora a fare i conti con un dolore che va oltre i confini nazionali.

Il ricordo nel mondo dello sport

La morte di Emanuele Galeppini ha scosso profondamente il mondo del golf. Allenatori, compagni di gara e appassionati lo ricordano come un ragazzo serio, rispettoso e determinato, capace di rappresentare al meglio i valori dello sport.

La sua scomparsa lascia un vuoto enorme: quello di un talento che stava crescendo e di una vita interrotta troppo presto, in una notte che ha segnato per sempre molte famiglie.