giovedì, Luglio 16

Roma, pestaggio choc a Termini: sospetti su una gang violenta

Nel cuore della stazione Termini, uno dei principali snodi ferroviari d’Europa, prende corpo un’inchiesta che sta facendo emergere un quadro inquietante sulla sicurezza a Roma. Sale a quattro il numero dei fermati per la violenta aggressione avvenuta sotto i portici di via Giovanni Giolitti ai danni di un funzionario ministeriale di 57 anni, colpito senza apparente motivo mentre si stava recando in farmacia.

L’uomo è ancora ricoverato in terapia intensiva, intubato, con gravi lesioni al volto e alla testa. Le sue condizioni restano critiche e la prognosi è riservata. Un pestaggio brutale, rapido, privo di qualsiasi richiesta o tentativo di rapina, che ha sconvolto residenti, pendolari e forze dell’ordine.

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Il pestaggio ripreso dalle telecamere

Le immagini di videosorveglianza, analizzate fin dalle prime ore successive all’aggressione, sono state decisive per la ricostruzione dei fatti. Nei filmati non emergono discussioni, minacce o interazioni preliminari: solo una violenza improvvisa e feroce contro una persona inerme.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il funzionario sarebbe stato accerchiato e colpito ripetutamente, fino a crollare a terra. Un’azione che, per modalità e intensità, ha fatto subito ipotizzare un atto punitivo o un’aggressione maturata in un contesto di controllo territoriale.

I sospetti su una gang violenta

La Procura di Roma indaga ora su un possibile gruppo organizzato che da tempo graviterebbe nell’area della stazione Termini. Gli inquirenti non escludono che la vittima abbia inconsapevolmente attraversato una zona considerata “off limits”, scatenando una reazione sproporzionata.

Con l’accusa di tentato omicidio aggravato, oltre ai primi due fermati, sono stati bloccati altri giovani di origine tunisina. Tra loro figurano soggetti con precedenti per reati violenti e almeno uno in posizione irregolare sul territorio nazionale.

I riscontri tra i fermati e i responsabili dell’aggressione sono emersi dal confronto tra abbigliamento, tratti somatici e movimenti ripresi dalle telecamere durante il pestaggio.

La scia di violenza da Termini a San Paolo

L’inchiesta si è rapidamente allargata quando, a meno di 24 ore dall’aggressione, gli stessi individui si sarebbero resi protagonisti di un altro episodio violento. Questa volta nella zona di San Paolo, dove una donna è stata scippata del cellulare in via Ostiense.

L’intervento immediato di una volante ha portato a un inseguimento conclusosi con il fermo sul ponte Settimia Spizzichino. In totale, sono sei gli arrestati per due distinti episodi di violenza, tra cui anche l’aggressione a un rider tunisino, derubato dell’incasso delle consegne.

Un clima sempre più teso a Termini

Le indagini, coordinate dal pubblico ministero Nadia Plastina, vedono impegnate squadra mobile, polfer, volanti e commissariato Viminale. Il quadro che emerge è quello di bande composte da giovani immigrati di seconda generazione, spesso in conflitto per il controllo del territorio e protagoniste di azioni violente anche senza movente economico.

Un contesto già segnato da altri episodi gravi, come l’accoltellamento della studentessa israeliana Abigail Dresner, colpita da uno sconosciuto mentre era in fila per acquistare un biglietto. Un gesto maturato, secondo gli inquirenti, in un clima di odio razziale.

Sicurezza e risposta dello Stato

«Arrestare non basta», ha dichiarato Domenico Pianese del Coisp, sottolineando come soggetti abitualmente dediti a reati violenti riescano spesso a tornare rapidamente in libertà. Una criticità che riaccende il dibattito sull’efficacia delle misure di prevenzione e contenimento.

Nei prossimi giorni è previsto l’arrivo di 3.500 nuovi poliziotti, di cui 470 destinati a Roma, portando a 42.500 il totale delle assunzioni dall’inizio del mandato governativo. Resta da capire se il rafforzamento degli organici sarà sufficiente a spezzare una spirale di violenza che continua ad avere come epicentro la stazione Termini e le sue aree limitrofe.