mercoledì, Luglio 15

Falso lancio d’agenzia sulle chat dei giornalisti: la bufala su Meloni al Quirinale. Adnkronos denuncia

Un messaggio falso ha fatto il giro delle chat di ambienti politici e giornalistici nella serata di mercoledì, riproducendo ad arte il formato di un lancio d’agenzia dell’Adnkronos. Il finto take annunciava un presunto incontro tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale, descrivendone anche il clima teso.

Il contenuto, va detto subito con chiarezza, è totalmente inventato: nessun incontro del genere è stato comunicato, e il messaggio non proviene in alcun modo dall’agenzia di stampa a cui viene attribuito.

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La reazione dell’agenzia

mattarella meloni

A smentire la circolazione del falso è stato direttamente il direttore responsabile dell’Adnkronos, Davide Desario: “È una cosa molto grave, faremo i dovuti accertamenti e presenteremo denuncia alla polizia postale sull’accaduto. Basta controllare il nostro notiziario per verificare che si tratta di un falso”.

Il messaggio, secondo quanto riferito, sarebbe stato inoltrato numerose volte, sfruttando la credibilità del format tipico dei lanci di agenzia: sigla, orario, struttura del testo. Elementi che, a una lettura veloce su uno smartphone, possono facilmente trarre in inganno anche lettori esperti.

Perché ha funzionato

Il falso è arrivato in un momento di massima tensione politica, all’indomani della bocciatura dell’emendamento sulle preferenze alla Camera, quando le opposizioni chiedevano a gran voce le dimissioni della premier e un suo passaggio al Colle.

Un contesto che ha reso la notizia “plausibile” agli occhi di chi la riceveva, ed è esattamente il meccanismo su cui contano operazioni di questo tipo: costruire un contenuto verosimile e immetterlo nel momento in cui la platea è più incline a crederci. Il testo, non a caso, era costruito per alludere a “divergenze” e a un clima teso, senza però contenere alcun elemento verificabile.

Non è la prima volta

Non si tratta di un episodio isolato. Già nell’agosto del 2024 un lancio contraffatto attribuito alla stessa agenzia aveva riportato una falsa dichiarazione del senatore Maurizio Gasparri, ingannando diversi esponenti politici.

Il messaggio circolava in una chat WhatsApp diffusa in ambienti della commissione Antimafia e, come raccontato allora dall’ex deputato Davide Mattiello, “a vista sembrava un lancio di Adnkronos in tutto e per tutto, con tanto di orario e sigla”. Al punto che, prima che il falso venisse scoperto, in commissione si stava valutando come reagire a una frase ritenuta “così forte”.

Come difendersi

Il caso riporta l’attenzione su un fenomeno tutt’altro che marginale: la contraffazione dei formati giornalistici come strumento di disinformazione mirata, indirizzata non al grande pubblico ma direttamente agli ambienti decisionali.

La regola, come ricordato dallo stesso direttore dell’agenzia, resta la più semplice: davanti a un lancio ricevuto in chat, prima di rilanciarlo, basta verificarne la presenza sul notiziario ufficiale o sul sito della testata. Se una notizia di quel peso non compare da nessuna parte, un motivo c’è.