giovedì, Luglio 23

Crans-Montana, ferito trasferito al Policlinico: grave insufficienza respiratoria

Nuovo, drammatico aggiornamento dalla tragedia di Crans-Montana. Uno dei giovani sopravvissuti al rogo del locale Le Constellation è stato trasferito d’urgenza dal Niguarda al Policlinico di Milano a causa di una grave insufficienza respiratoria.

Il paziente, arrivato nei giorni scorsi in elicottero dalla Svizzera, era inizialmente ricoverato presso la Terapia intensiva per grandi ustionati dell’ospedale Niguarda. Le sue condizioni cliniche, però, hanno reso necessario un ulteriore trasferimento in un centro altamente specializzato nella gestione delle patologie polmonari più complesse.

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Tra i feriti più gravi del rogo

Il giovane è considerato uno dei casi più critici tra i feriti della strage che, nella notte di Capodanno, ha causato 40 morti e oltre cento feriti. Nei giorni scorsi, il coordinatore della Protezione Civile Guido Bertolaso aveva parlato apertamente di una “situazione preoccupante” per almeno due dei ragazzi coinvolti.

“Le prossime 48 ore saranno decisive”, aveva spiegato Bertolaso, sottolineando come l’evoluzione clinica dipendesse soprattutto dalla risposta dei polmoni ai trattamenti intensivi.

Il vero problema: i polmoni, non le ustioni

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Secondo quanto riferito dallo stesso Bertolaso, il problema principale non è l’estensione delle ustioni, ma i gravissimi danni polmonari causati dall’inalazione di fumi e sostanze tossiche sprigionate durante l’incendio.

Una condizione particolarmente insidiosa, che può peggiorare rapidamente e che richiede interventi altamente specializzati. Nel caso specifico, il quadro clinico è aggravato anche dalla presenza di una patologia respiratoria preesistente.

Perché il trasferimento al Policlinico

La decisione di trasferire il paziente al Policlinico è stata presa in modo collegiale dai massimi esperti del sistema sanitario italiano, attivati fin dalle prime ore dell’emergenza. L’obiettivo è garantire le migliori cure possibili ai giovani rimasti feriti.

Il Policlinico di Milano è infatti il centro di riferimento in Lombardia per la gestione della sindrome da insufficienza respiratoria acuta e grave ed è dotato di un’esperienza consolidata nel trattamento dei danni polmonari complessi.

Il ruolo dell’Ecmo: una tecnologia salvavita

Tra le tecniche fondamentali utilizzate in questi casi c’è l’Ecmo (Extra Corporeal Membrane Oxygenation), una procedura che consente di ossigenare il sangue al di fuori del corpo, permettendo ai polmoni di “riposare” e recuperare.

“L’Ecmo consente di intervenire in sicurezza anche nei casi più gravi”, ha spiegato Bertolaso, evidenziando come questa tecnologia aumenti significativamente le possibilità di sopravvivenza e di recupero funzionale.

Ore decisive per l’evoluzione clinica

Nei prossimi giorni, i medici monitoreranno costantemente la risposta del paziente alle terapie intensive. Le prossime 48 ore saranno cruciali per valutare l’andamento della funzione respiratoria e il rischio di complicanze.

La tragedia di Crans-Montana continua così a mostrare il suo volto più drammatico, con giovani vite ancora appese a un filo e un intero Paese che segue con apprensione l’evolversi delle condizioni dei feriti più gravi.