giovedì, Gennaio 15

Pacchetto sicurezza Meloni: coltelli, zone rosse, espulsioni e stretta sulle Ong

Il governo accelera sul nuovo pacchetto sicurezza, una riforma ampia e articolata che punta a rafforzare il controllo del territorio, inasprire le pene per il porto di armi e introdurre strumenti più rapidi di prevenzione ed espulsione. Il testo in lavorazione conta circa sessanta articoli e rappresenta una delle iniziative più incisive dell’esecutivo sul fronte dell’ordine pubblico.

Al centro del provvedimento c’è una linea di tolleranza zero su coltelli, violenza urbana e situazioni considerate a rischio, con un rafforzamento dei poteri di intervento per forze dell’ordine e prefetti. Una strategia che si inserisce nel solco delle cosiddette misure contro la criminalità giovanile e il degrado nelle aree sensibili delle città.

Coltelli nel mirino: nuove pene e divieti

Una delle novità più rilevanti riguarda il porto di coltelli e strumenti da taglio. Il disegno di legge introduce un divieto specifico per armi bianche considerate di facile occultamento e di uso frequente, come coltelli a scatto o a farfalla con lama superiore ai 5 centimetri.

Chi viene trovato in possesso di questi strumenti rischia da uno a tre anni di carcere. Per altri coltelli o oggetti taglienti con lama oltre gli 8 centimetri è prevista una pena da sei mesi a tre anni. Le sanzioni diventano più severe in presenza di aggravanti: volto coperto, azione in gruppo o presenza in luoghi sensibili come scuole, parchi, stazioni e banche.

Il pacchetto introduce inoltre multe fino a 1.000 euro per chi non vigila su un minore trovato con un coltello e stabilisce il divieto assoluto di vendita ai minorenni, anche tramite piattaforme online.

Fermi preventivi e perquisizioni notturne

Il testo amplia i poteri preventivi delle forze dell’ordine durante manifestazioni e eventi pubblici. In caso di sospetto pericolo per l’ordine pubblico, gli agenti potranno trattenere una persona fino a 12 ore, soprattutto se a volto coperto o con casco.

È inoltre prevista la possibilità di perquisizioni in luoghi pubblici tra le 23 e le 4 del mattino, con l’obiettivo di prevenire reati violenti o situazioni di degrado urbano.

Controlli stradali e “zone rosse”

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