La scomparsa di Federica Torzullo ha sconvolto gli italiani, la donna di 41 anni di cui si sono perse le tracce l’8 gennaio scorso, si concentra ora in un’area precisa alle porte di Roma. Le indagini della Procura di Civitavecchia hanno spostato il loro baricentro tra le cave e le discariche di Anguillara Sabazia, un territorio impervio che negli ultimi giorni è diventato il fulcro di una ricerca senza sosta.
I carabinieri del Nucleo Investigativo di Ostia, affiancati dai tecnici del Ris, stanno setacciando l’area metro per metro. È qui che è emerso un primo elemento concreto: un paio di guanti neri in silicone, rinvenuti nel fango e immediatamente repertati. I guanti sono stati inviati ai laboratori per verificare l’eventuale presenza di tracce biologiche o profili genetici utili all’inchiesta.
Leggi anche:Rapina in banca nel Bolognese, clienti e dipendenti chiusi nel caveau: banditi in fuga
Leggi anche:Incidente nel Trevigiano, morta una donna di 83 anni: coinvolto anche Andrea Dal Corso
Leggi anche:Caso Roggero, il messaggio della famiglia
L’area delle ricerche e il legame con il marito

La zona oggetto delle operazioni non è casuale. Si tratta di terreni che in passato risultavano di proprietà di Claudio Carlomagno, marito di Federica e attualmente unico indagato per omicidio. Un dettaglio che rende questo luogo uno snodo centrale dell’inchiesta.
La discarica e le cave circostanti vengono scandagliate con l’ausilio di mezzi meccanici e squadre specializzate, mentre gli investigatori cercano di ricostruire con precisione cosa sia accaduto nelle ore immediatamente successive alla scomparsa della donna.
Il nodo del cellulare: agganciato a una cella nella discarica
A indirizzare con decisione le ricerche verso quell’area sono state le tracce digitali del cellulare di Federica Torzullo. Secondo quanto riferito da un lavoratore di una delle cave coinvolte nelle operazioni, il telefono della donna avrebbe agganciato una cella telefonica proprio tra la discarica e la cava.
«Stanno cercando la cella del cellulare di Federica – ha raccontato – che è stata agganciata tra la discarica e la nostra cava. La zona è questa, mi sembra il 9 gennaio». Un’indicazione temporale cruciale, che collocherebbe il segnale del telefono il giorno successivo alla scomparsa.
Un dettaglio che rafforza l’ipotesi che il dispositivo sia rimasto attivo, o comunque presente, in quell’area in una fase successiva all’ultimo contatto noto con la donna.
Il camion lavato e i sospetti degli inquirenti
Ma c’è un altro elemento che pesa come un macigno nell’indagine. Un collega di Carlomagno avrebbe riferito agli investigatori di averlo visto compiere un gesto anomalo proprio in quelle ore: lavare accuratamente il cassone del camion con un tubo dell’acqua.
Un’operazione di pulizia profonda che, secondo chi indaga, potrebbe essere compatibile con il tentativo di eliminare tracce. Questo episodio, unito alla presenza documentata del marito nella zona della discarica, alimenta il sospetto che il mezzo possa essere stato utilizzato per il trasporto di qualcosa di voluminoso.
Gli investigatori mantengono il massimo riserbo, ma la sequenza temporale degli eventi è ora al centro delle verifiche tecniche e testimoniali.
La villetta sotto sequestro e l’ultimo fotogramma
Intanto resta sotto sequestro la villetta di Anguillara Sabazia dove Federica viveva con il marito e il figlio di 10 anni. L’abitazione è considerata una scena chiave per la ricostruzione dei fatti.
Un elemento inquietante emerge anche dalle immagini di una telecamera di sorveglianza: Federica sarebbe stata ripresa mentre rientrava in casa, ma nessun filmato documenterebbe la sua uscita. Una discrepanza temporale che rafforza i dubbi su quanto accaduto all’interno dell’abitazione.
Un’indagine ancora aperta, tra scavi e silenzi
Mentre le ruspe continuano a scavare vicino a una siepe nel perimetro delle cave, gli inquirenti lavorano su più fronti: analisi dei reperti, tracciati telefonici, testimonianze e verifiche sui movimenti del marito.
Il silenzio del cellulare nei pressi dei calanchi di Anguillara, il ritrovamento dei guanti e i comportamenti sospetti emersi nelle ultime ore compongono un quadro sempre più cupo. Sullo sfondo resta l’attesa di una risposta definitiva, mentre l’inchiesta prosegue nel tentativo di fare piena luce su una scomparsa che, con il passare dei giorni, assume contorni sempre più drammatici.