giovedì, Luglio 23

Terremoto in politica: chi hanno indagato per la gara dei chioschi

Si è dimesso alla vigilia dell’interrogatorio davanti al giudice per le indagini preliminari il vicesindaco di Sabaudia Giovanni Secci, coinvolto in un’inchiesta sulla gara per l’assegnazione dei chioschi sul lungomare cittadino. Le dimissioni arrivano mentre la Procura di Latina ha avanzato una richiesta di misura cautelare nei suoi confronti.

L’indagine riguarda una presunta turbativa d’asta nell’affidamento delle concessioni demaniali di otto chioschi sulla spiaggia. Oltre a Secci, risultano indagati anche due tecnici comunali e il sindaco di Sabaudia Alberto Mosca, per il quale però non è stata richiesta alcuna misura cautelare.

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giovanni socci dimissioni

Le dimissioni alla vigilia dell’interrogatorio

In una nota ufficiale, Giovanni Secci ha spiegato le ragioni della sua decisione: «Per l’amore e il rispetto che nutro per Sabaudia, la mia città, di fronte all’avviso di garanzia notificatomi nei giorni scorsi e alla richiesta di misura cautelare avanzata dalla Procura, ho deciso di rassegnare le dimissioni dall’incarico di assessore e vicesindaco».

Una scelta che, secondo quanto dichiarato dallo stesso Secci, sarebbe stata assunta come segno di fiducia nei confronti dell’amministrazione comunale, del sindaco e dell’intera maggioranza consiliare, in un momento particolarmente delicato per la città.

L’inchiesta sulla gara per i chioschi del litorale

Le indagini, condotte dai carabinieri forestali e dalla Guardia di finanza, riguardano la procedura di gara che avrebbe dovuto riassegnare le concessioni di otto chioschi sul litorale di Sabaudia. Le precedenti concessioni erano decadute per irregolarità, rendendo necessaria una nuova selezione di operatori privati.

Secondo quanto emerso, cinque degli otto chioschi sarebbero stati inizialmente assegnati a un ristoratore di Latina. Successivamente, però, l’amministrazione comunale avrebbe introdotto criteri particolarmente stringenti per il pagamento dei canoni di concessione.

Le revoche e il subentro dei vecchi gestori

Il ristoratore risultato vincitore della gara non sarebbe riuscito a rispettare le tempistiche di pagamento e si sarebbe visto revocare le concessioni, che non erano ancora state formalmente stipulate. Al suo posto sarebbero subentrati altri concorrenti della gara, inizialmente risultati perdenti.

Secondo l’ipotesi investigativa, questi nuovi assegnatari sarebbero parenti dei precedenti gestori, ai quali le concessioni erano state revocate per irregolarità. Gli inquirenti ipotizzano che i vertici della giunta comunale e alcuni tecnici abbiano favorito il ritorno dei vecchi concessionari.

La posizione di Giovanni Secci

Il vicesindaco dimissionario ha ribadito la propria estraneità ai fatti contestati: «Sono sereno e tranquillo, perché convinto di non aver commesso alcuna irregolarità e di aver sempre lavorato per il bene della città di Sabaudia».

Secci ha però ammesso di essere rimasto colpito dal contenuto degli atti dell’inchiesta, citando intercettazioni e dichiarazioni che, a suo dire, presenterebbero «risvolti inquietanti» e che saranno oggetto di ulteriori richieste di approfondimento da parte della difesa.