martedì, Gennaio 20

Terremoto in politica: chi hanno indagato per la gara dei chioschi

Secondo quanto emerso, cinque degli otto chioschi sarebbero stati inizialmente assegnati a un ristoratore di Latina. Successivamente, però, l’amministrazione comunale avrebbe introdotto criteri particolarmente stringenti per il pagamento dei canoni di concessione.

Le revoche e il subentro dei vecchi gestori

Il ristoratore risultato vincitore della gara non sarebbe riuscito a rispettare le tempistiche di pagamento e si sarebbe visto revocare le concessioni, che non erano ancora state formalmente stipulate. Al suo posto sarebbero subentrati altri concorrenti della gara, inizialmente risultati perdenti.

Secondo l’ipotesi investigativa, questi nuovi assegnatari sarebbero parenti dei precedenti gestori, ai quali le concessioni erano state revocate per irregolarità. Gli inquirenti ipotizzano che i vertici della giunta comunale e alcuni tecnici abbiano favorito il ritorno dei vecchi concessionari.

La posizione di Giovanni Secci

Il vicesindaco dimissionario ha ribadito la propria estraneità ai fatti contestati: «Sono sereno e tranquillo, perché convinto di non aver commesso alcuna irregolarità e di aver sempre lavorato per il bene della città di Sabaudia».

Secci ha però ammesso di essere rimasto colpito dal contenuto degli atti dell’inchiesta, citando intercettazioni e dichiarazioni che, a suo dire, presenterebbero «risvolti inquietanti» e che saranno oggetto di ulteriori richieste di approfondimento da parte della difesa.

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