domenica, Giugno 7

Terremoto in politica: chi hanno indagato per la gara dei chioschi

Secondo quanto emerso, cinque degli otto chioschi sarebbero stati inizialmente assegnati a un ristoratore di Latina. Successivamente, però, l’amministrazione comunale avrebbe introdotto criteri particolarmente stringenti per il pagamento dei canoni di concessione.

Le revoche e il subentro dei vecchi gestori

Il ristoratore risultato vincitore della gara non sarebbe riuscito a rispettare le tempistiche di pagamento e si sarebbe visto revocare le concessioni, che non erano ancora state formalmente stipulate. Al suo posto sarebbero subentrati altri concorrenti della gara, inizialmente risultati perdenti.

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Secondo l’ipotesi investigativa, questi nuovi assegnatari sarebbero parenti dei precedenti gestori, ai quali le concessioni erano state revocate per irregolarità. Gli inquirenti ipotizzano che i vertici della giunta comunale e alcuni tecnici abbiano favorito il ritorno dei vecchi concessionari.

La posizione di Giovanni Secci

Il vicesindaco dimissionario ha ribadito la propria estraneità ai fatti contestati: «Sono sereno e tranquillo, perché convinto di non aver commesso alcuna irregolarità e di aver sempre lavorato per il bene della città di Sabaudia».

Secci ha però ammesso di essere rimasto colpito dal contenuto degli atti dell’inchiesta, citando intercettazioni e dichiarazioni che, a suo dire, presenterebbero «risvolti inquietanti» e che saranno oggetto di ulteriori richieste di approfondimento da parte della difesa.

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