giovedì, Gennaio 22

Lite alla Camera, M5s e Avs contro Giorgia Meloni: “Venga in Aula”. Esplode la rissa

Il 21 gennaio 2026, la Camera dei Deputati italiana ha vissuto un momento di forte tensione, un episodio che ha messo in luce non solo le fratture politiche del Paese, ma anche la fragilità del dibattito democratico.

Quello che doveva essere un inizio di seduta ordinario si è trasformato in un acceso confronto, con la presidente di turno, Anna Ascani, costretta a richiamare più volte i deputati all’ordine. La scintilla che ha acceso la miccia è stata l’intervento della pentastellata Chiara Appendino, che ha sollevato interrogativi cruciali sulla linea del governo riguardo a temi internazionali delicati, come la Groenlandia e la situazione a Gaza.

Il contesto di questo scontro è emblematico. La politica italiana è attraversata da un clima di polarizzazione crescente, dove le parole e i toni si fanno sempre più accesi. La richiesta di Appendino, che ha chiesto alla premier Giorgia Meloni di presentarsi in Parlamento per chiarire la posizione del governo, ha immediatamente scatenato reazioni infuocate da parte della maggioranza. La risposta di Paolo Trancassini, Questore della Camera e membro di Fratelli d’Italia, ha ulteriormente infiammato gli animi, portando a una escalation verbale che ha reso difficile mantenere l’ordine in Aula.

La tensione palpabile tra i banchi ha rivelato non solo le divergenze politiche, ma anche un profondo discontento che serpeggia tra le fila dell’opposizione. Appendino ha accusato Meloni di comportarsi come una “cronista da Vespa”, sottolineando l’urgenza di un confronto diretto su questioni che riguardano il futuro del Paese. Le parole della pentastellata non sono state solo un attacco personale, ma un grido di allerta su come la politica italiana stia affrontando sfide globali sempre più complesse.

Il dibattito è rapidamente degenerato in una rissa verbale, con Trancassini che ha difeso la sua posizione, affermando che “pregiudicata” non fosse un’offesa, ma un richiamo a fatti di cronaca. Questa affermazione ha scatenato la reazione di Carmela Auriemma, anch’essa pentastellata, che ha chiesto un intervento disciplinare. La sua richiesta ha messo in evidenza un altro aspetto cruciale: la necessità di mantenere un certo decoro all’interno delle istituzioni, un principio che sembra sempre più a rischio in un clima di scontro continuo.

Marco Grimaldi di Avs ha aggiunto ulteriore benzina sul fuoco, rispondendo a un esponente della maggioranza che lo apostrofava come “comunista”. La sua replica ha evidenziato come la destra continui a mostrare intolleranza verso l’opposizione, denunciando un evidente doppio standard nel dibattito parlamentare. La polarizzazione è diventata così palpabile che ogni parola, ogni accusa, si trasforma in un’arma da utilizzare contro l’avversario, piuttosto che in un’opportunità per costruire un dialogo costruttivo.

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