La proposta della ministra del Turismo, Daniela Santanchè, di rivedere il calendario scolastico per favorire la destagionalizzazione del turismo in Italia ha suscitato un acceso dibattito.

Durante il Forum internazionale del turismo di Milano, Santanchè ha delineato un’idea audace: rendere l’Italia una meta turistica fruibile tutto l’anno, superando i picchi di affluenza che attualmente caratterizzano i mesi estivi. Questo tema, che intreccia le dinamiche del turismo con quelle dell’istruzione, si inserisce in un contesto di crescente attenzione verso la sostenibilità e l’ottimizzazione delle risorse.

La ministra ha messo in evidenza come l’attuale assetto delle vacanze scolastiche rappresenti un limite strutturale per il turismo interno. La sua visione è chiara: «Vogliamo un’Italia vissuta 365 giorni l’anno, godendo del 100% del territorio e abbattendo i picchi che generano inefficienze e insostenibilità». Ma cosa significa realmente per le famiglie e per il sistema educativo italiano questa proposta? E quali sono le implicazioni di una riorganizzazione del calendario scolastico?
Il dibattito sul calendario scolastico non è nuovo. Da anni, si discute della necessità di rivedere le vacanze per permettere una distribuzione più equilibrata delle presenze turistiche. In molti paesi europei, le pause scolastiche sono già organizzate in modo da evitare il sovraffollamento delle località turistiche durante i mesi estivi. La proposta di Santanchè si inserisce quindi in un contesto di riflessione più ampio, che coinvolge non solo il turismo, ma anche il benessere delle famiglie e la qualità dell’istruzione.
Il confronto con il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, è stato avviato, ma al momento non esistono proposte concrete. Fonti vicine al Ministero dell’Istruzione hanno chiarito che si tratta di una riflessione politica, e che eventuali modifiche al calendario scolastico saranno valutate solo in un secondo momento. Questo lascia aperta la questione: quali sono le reali possibilità di attuazione di questa proposta? E quali sono le resistenze che potrebbero emergere?
Le opposizioni hanno già sollevato preoccupazioni, chiedendo che qualsiasi revisione tenga conto delle condizioni strutturali degli edifici scolastici e della necessità di risorse per la riqualificazione. La questione non è solo di natura logistica, ma tocca anche aspetti fondamentali legati alla salute e al comfort degli studenti. L’installazione di impianti di climatizzazione, ad esempio, è un tema cruciale, soprattutto in un clima come quello italiano, dove le estati possono essere particolarmente calde.



















