martedì, Febbraio 3

“Non era malata ma…”. Maria Rita Parsi, la rivelazione choc

Il 2 febbraio 2026, Roma ha pianto la scomparsa di una delle sue figure più luminose nel campo della psicologia e della difesa dei diritti dei minori. Maria Rita Parsi, all’età di 78 anni, ha lasciato un vuoto incolmabile, non solo tra i suoi cari, ma anche nel vasto panorama dell’informazione e della psicologia italiana. La notizia della sua morte ha colto tutti di sorpresa, poiché, come confermato da chi l’ha conosciuta, non vi erano segni di malattia. Questo ha reso la sua dipartita ancora più scioccante, un evento che ha scatenato una serie di riflessioni sulla sua vita e sul suo impegno.

Addio a Maria Rita Parsi, aveva 78 anni

Parsi non era solo una professionista di spicco; era una persona che ha dedicato la sua vita alla causa dei più vulnerabili, in particolare dei bambini e degli adolescenti. La sua morte improvvisa ha riacceso il dibattito sull’importanza della salute mentale e sull’attenzione che la società deve riservare ai diritti dei minori. In un momento in cui il benessere psicologico è più che mai al centro dell’attenzione, la figura di Parsi emerge come un faro di speranza e dedizione.

Le reazioni alla notizia della sua scomparsa sono state immediate e toccanti. Colleghi e amici hanno condiviso ricordi e aneddoti, sottolineando la vitalità e l’impegno di Parsi fino a pochi giorni prima della sua morte. Vladimir Luxuria, ad esempio, ha raccontato di averla incontrata in Rai solo pochi giorni prima, descrivendo una donna attiva e piena di vita, nonostante un forte dolore alla gamba. “Si sentiva benissimo”, ha affermato, evidenziando come la sua energia fosse palpabile, anche in un momento di difficoltà fisica.

La conduttrice Eleonora Daniele, visibilmente scossa, ha ribadito che Parsi “non aveva nulla, non era malata”. Le sue parole risuonano come un eco di incredulità, una testimonianza della sorpresa collettiva di fronte a una perdita così inaspettata. Caterina Balivo ha aggiunto che Parsi era una persona unica, che ha sempre messo il suo sapere e la sua esperienza al servizio della comunità, sottolineando come il suo impegno fosse un vero e proprio “servizio pubblico”.

Maria Rita Parsi è stata una pioniera nel suo campo. La sua carriera si è sviluppata attraverso una combinazione di ricerca accademica e attivismo sociale. Ha pubblicato oltre cento opere scientifiche e divulgative, e la sua voce è stata un punto di riferimento per molti. Ha fatto parte dell’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza e del Comitato ONU sui diritti del fanciullo, contribuendo a plasmare le politiche e le pratiche a favore dei più giovani.

Nel 1986, Parsi è stata insignita del titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, un riconoscimento che attesta il suo impegno e la sua dedizione. Nel 2005, ha fondato il Movimento Bambino, una onlus che si è battuta per la tutela dei minori e contro gli abusi. Tra le sue iniziative più significative, la Carta di Alba, pubblicata nel 2006, ha affrontato i rischi della rete per bambini e adolescenti, un tema di drammatica attualità.

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