Non il consueto rumore del mare d’inverno, ma un boato profondo, continuo, capace di far vibrare i vetri delle abitazioni affacciate sulla costa. È così che Porto Recanati ha vissuto le ore più difficili della notte tra il 4 e il 5 febbraio, quando una violenta mareggiata ha trasformato il litorale in uno scenario di emergenza.
Le onde, spinte da vento intenso e mare in burrasca, hanno superato senza difficoltà le barriere di protezione installate lungo la costa. I sacchi di sabbia, predisposti per contenere l’erosione, sono stati divelti e trascinati via come fossero cartone, lasciando campo libero all’acqua che ha invaso strade, locali e abitazioni.
Scossicci sommersa dall’acqua
L’area più colpita è stata quella di Scossicci, da tempo considerata uno dei punti più fragili del litorale maceratese. Qui il mare ha sfondato la linea di difesa costiera e si è riversato con violenza all’interno di stabilimenti balneari, strutture ricettive e case private situate a pochi metri dalla spiaggia.
In pochi minuti vialetti e cortili si sono trasformati in canali d’acqua salata, mentre i piani terra venivano invasi da fango, detriti e materiali trascinati dalla marea. Molti residenti hanno assistito impotenti all’avanzare dell’acqua, impossibilitati a salvare arredi e suppellettili.
Danni pesanti e blackout
Il bilancio dei danni è apparso subito grave. Pavimentazioni in legno e marmo sono state sollevate o distrutte dalla forza delle onde, mentre le reti fognarie hanno subito intasamenti a causa dei detriti accumulati. In diverse zone si sono registrate interruzioni dell’energia elettrica, complicando ulteriormente le operazioni di emergenza e lasciando al buio l’area colpita.














