Una chiesa gremita, un silenzio pesante, interrotto solo dai singhiozzi e dalle parole cariche di dolore. Ad Anguillara Sabazia si sono celebrati oggi i funerali di Federica Torzullo, la donna uccisa dal marito Claudio Carlomagno. Nella chiesa Regina Pacis amici, familiari e cittadini si sono stretti attorno alla famiglia per l’ultimo saluto, in una giornata segnata dal lutto cittadino proclamato dal sindaco.
Il parroco don Paolo Quatrini, durante l’omelia, ha ricordato Federica come una donna solare e determinata. “Di lei ricordo il sorriso”, ha detto. “Un sorriso che non ha mai risparmiato a nessuno, capace di raccontare la persona che era”. Il sacerdote ha ripercorso gli anni condivisi nel gruppo scout e il giorno del suo matrimonio, celebrato proprio in quella stessa chiesa. “Già allora si intravedeva la forza del suo carattere, la sua intraprendenza, mescolata con dolcezza e delicatezza”.
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“Spegnere le luci su questo dolore”

Nell’omelia non è mancato un appello al rispetto e alla misura. “Ora è tempo di spegnere le luci sulla scena di questo doloroso evento”, ha affermato il parroco, invitando a lasciare spazio al lavoro degli inquirenti e a evitare giudizi affrettati o esposizioni mediatiche eccessive. “Il male produce altro male. Solo invertendo questa tendenza possiamo sperare in un mondo migliore”.
Parole pronunciate davanti a una comunità ancora scossa, che ha vissuto settimane di angoscia tra la scomparsa, le ricerche e il drammatico ritrovamento.
La lettera della sorella: “Hanno spento la tua luce”
Il momento più toccante della cerimonia è stato quello della lettera letta dalla sorella Stefania, tra le lacrime. “Ti sarebbe piaciuto vedere tutte queste persone venire verso di te. Avresti sorriso e detto: ‘Hai visto quanti mi vogliono bene?’”, ha raccontato.
Un ricordo intimo, fatto di dettagli familiari, soprannomi affettuosi e ironia condivisa. “Ti chiamavamo Terminator, perché con la tua delicatezza riuscivi a rompere tutto”, ha detto cercando di sorridere tra i singhiozzi. Poi la frase che ha attraversato la chiesa come un colpo secco: “Si sono permessi di spegnere la tua luce, di spegnere quel sorriso”.
La sorella ha promesso di prendersi cura del padre e del figlio di Federica: “Sarò io a insegnare il bello della vita al tuo bimbo. Una cosa però non la saprò fare: farmi amare come riuscivi tu”.
Il lutto cittadino e il messaggio del sindaco
Il sindaco di Anguillara Sabazia, Angelo Pizzigallo, ha proclamato il lutto cittadino. “Siamo uniti da un dolore che non ha bisogno di spiegazioni”, ha detto. “La perdita di Federica è una ferita nel cuore della nostra comunità”.
Nel suo intervento ha parlato di fragilità e responsabilità collettiva: “La vita di Federica ci ricorda quanto abbiamo bisogno gli uni degli altri, quanto sia importante non dare mai per scontata una presenza”.
Il ricordo dei colleghi
Commosso anche il ricordo dei colleghi di lavoro. “Giovedì avevamo preso un caffè insieme, parlavamo di lavoro e delle vacanze”, ha raccontato una collega. “Non immaginavamo nulla. Era riservata, sensibile, non parlava della sua vita privata”.
Un invito è arrivato proprio dal luogo di lavoro: “Parlarne. Non nascondere le difficoltà. Anche il meno sospettabile può aiutare”.
L’ultimo saluto tra palloncini gialli e blu
Al termine della funzione, il paese intero si è raccolto all’esterno della chiesa. Palloncini gialli e blu sono stati lanciati in cielo, simbolo di un saluto che ha unito dolore e memoria. Un gesto semplice, ma potente, per accompagnare Federica nell’ultimo viaggio.
Anguillara resta ora con una domanda senza risposta e una ferita aperta. Ma anche con il ricordo di una donna descritta da tutti come luminosa, determinata e capace di lasciare un segno profondo in chiunque l’abbia incontrata.