martedì, Agosto 11

Maria Teresa Ruta, frattura all’omero dopo una caduta: come sta e i tempi – VIDEO

Maria Teresa Ruta

si è fratturata l’omero in seguito a una caduta. È stata la stessa conduttrice, 66 anni, a raccontarlo ai propri follower con un video pubblicato su Instagram, girato in parte in ospedale. La prognosi che riferisce prevede circa quattro settimane di immobilizzazione, con un rientro alle attività previsto ai primi di settembre.

Il racconto sui social

Nel video Ruta spiega di essere caduta senza sapersi spiegare come — “sono caduta come una cozza”, dice con la consueta autoironia — e di aver riportato la frattura dell’osso del braccio. Mostra poi il braccialetto identificativo del ricovero e riassume la situazione ai follower: dovrà restare ferma per un mese, cosa che ammette di prendere male perché aveva in programma diverse cose per agosto.

Il tono, però, resta quello di sempre. Dopo aver rassicurato chi la segue dicendosi una roccia, conclude con una battuta autoironica sul proprio effettivo stato d’animo, e chiude scherzando con un altro paziente che aveva l’altro braccio fasciato.

Che cos’è la frattura dell’omero

L’omero è l’osso lungo del braccio, quello compreso tra la spalla e il gomito. Le fratture che lo interessano si distinguono a seconda della sede: la più frequente in assoluto, soprattutto oltre i sessant’anni, è quella dell’omero prossimale, cioè della porzione vicina alla spalla.

È una delle fratture più comuni in assoluto negli adulti, e la dinamica tipica è meno spettacolare di quanto si immagini: nella grande maggioranza dei casi si tratta di una caduta dalla propria altezza, in piano, spesso dentro casa. Non serve un trauma violento. Con il fisiologico calo della densità ossea che accompagna l’età, e in modo più marcato nelle donne dopo la menopausa, l’energia necessaria a provocare la lesione si abbassa sensibilmente.

Perché il trattamento è spesso conservativo

Una parte consistente di queste fratture, quando i frammenti ossei restano allineati, non richiede intervento chirurgico. Il trattamento è conservativo: immobilizzazione con tutore o reggibraccio per un periodo che si aggira comunemente intorno alle tre-quattro settimane, seguita da una fase di riabilitazione progressiva.

È proprio questa seconda fase la più delicata, e la più lunga. La spalla è l’articolazione del corpo con la maggiore escursione di movimento, e paga l’immobilità più di ogni altra: dopo settimane di stop tende a irrigidirsi, e il recupero completo dell’articolarità richiede in genere diversi mesi di fisioterapia costante. La regola che gli ortopedici ripetono è controintuitiva ma decisiva: nella fase acuta l’immobilità va rispettata alla lettera, ma appena arriva l’indicazione medica la riabilitazione va iniziata e non interrotta.

Come si riduce il rischio di caduta in casa

Poiché la causa più comune è domestica, la prevenzione passa da accorgimenti banali e spesso trascurati: eliminare tappeti non fissati e cavi lungo i percorsi di passaggio, illuminare bene corridoi e scale, usare tappetini antiscivolo in bagno, indossare calzature chiuse con suola aderente anche in casa, evitare di salire su sedie o sgabelli per raggiungere ripiani alti.

Contano anche fattori meno visibili: alcuni farmaci di uso comune possono ridurre la stabilità o la prontezza dei riflessi, così come i cali di pressione al passaggio rapido dalla posizione sdraiata a quella eretta. Mantenere una buona forza muscolare degli arti inferiori e controllare periodicamente la vista incidono sulla probabilità di caduta più di quanto si pensi.

Un agosto diverso dal previsto

Per la conduttrice si prospetta dunque un mese di stop forzato, con il rientro atteso a inizio settembre. Il modo in cui ha scelto di raccontarlo — senza drammatizzare, mostrando anche il lato scomodo della cosa — è del resto coerente con la cifra pubblica che le ha costruito attorno un seguito affezionato in oltre quarant’anni di televisione.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità puramente divulgativa e non sostituiscono in alcun modo il parere di un medico. Per qualsiasi sintomo o dubbio relativo alla propria salute è necessario rivolgersi al proprio medico curante o a uno specialista.