sabato, Giugno 27

Olimpiadi Milano-Cortina 2026, tensioni per la visita di JD Vance: ritardi, fischi e polemiche sul protocollo

La visita del vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance alle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 si è trasformata in un caso politico. Dopo i fischi ricevuti a San Siro durante la cerimonia inaugurale, contestazioni simili si sono ripetute anche all’Ice Hockey Arena di Rho, dove il vicepresidente ha assistito alla vittoria della nazionale femminile americana contro la Finlandia.

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Le proteste sugli spalti sono state solo la parte più visibile di un malcontento più ampio. L’imponente dispositivo di sicurezza predisposto per la delegazione statunitense ha avuto un impatto significativo sulla città, generando disagi alla circolazione e tensioni con le autorità locali.

Sicurezza blindata e città paralizzata

Il corteo composto da 64 mezzi blindati, agenti armati e personale di sicurezza ha accompagnato ogni spostamento del vicepresidente. Intere aree del centro sono state temporaneamente isolate, con accessi limitati a musei e luoghi simbolo.

Le visite alla Pinacoteca di Brera e al Cenacolo Vinciano hanno richiesto operazioni straordinarie di bonifica e controllo. In alcuni casi, i residenti hanno denunciato ritardi e blocchi improvvisi, mentre attività commerciali e turistiche hanno subito rallentamenti.

Il caso Santa Maria delle Grazie

Particolare irritazione avrebbe suscitato la gestione della zona di Santa Maria delle Grazie. Secondo ricostruzioni istituzionali, era stato richiesto di liberare l’area entro un orario preciso per non interferire con le funzioni religiose. Il corteo avrebbe lasciato la zona con ritardo, alimentando ulteriori malumori.

Ritardi istituzionali e tensione con il Quirinale

Uno degli episodi più delicati riguarda il cocktail a Palazzo Reale. Il vicepresidente americano si sarebbe presentato con un ritardo significativo rispetto all’orario stabilito dal cerimoniale. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella avrebbe atteso l’arrivo della delegazione oltre il previsto, circostanza che non sarebbe stata accolta con favore negli ambienti istituzionali.

Fonti vicine alla Prefettura parlano di crescente irritazione per una gestione dei tempi ritenuta poco coordinata con le autorità italiane.

Una visita che divide

Mentre una parte della delegazione statunitense ha già lasciato Milano, Vance resterà ancora in città per ulteriori impegni, inclusi appuntamenti privati nell’hinterland milanese, preceduti dalle consuete operazioni di messa in sicurezza.

In un evento globale come le Olimpiadi, ogni dettaglio assume un peso politico e simbolico. Tra fischi, disagi cittadini e tensioni istituzionali, quella che doveva essere una semplice presenza diplomatica si è trasformata in un episodio capace di accendere il dibattito ben oltre i confini dello sport.

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