domenica, Febbraio 8

Caso Epstein scuote Londra: si dimette il capo di gabinetto del premier Starmer

Un nuovo terremoto politico scuote Downing Street. Morgan McSweeney, capo di gabinetto del primo ministro britannico Keir Starmer, ha rassegnato le dimissioni dopo giorni di crescenti pressioni politiche e mediatiche legate alla controversa nomina diplomatica di Peter Mandelson e ai nuovi sviluppi connessi ai cosiddetti Epstein file.

La decisione rappresenta un duro colpo per il governo laburista, che si trova ora a gestire una crisi reputazionale nel cuore stesso del proprio apparato esecutivo.

La nomina di Mandelson e le accuse di favoritismo

Al centro della vicenda c’è la scelta di nominare Peter Mandelson come ambasciatore del Regno Unito negli Stati Uniti, uno degli incarichi diplomatici più strategici per Londra. Mandelson, figura storica del New Labour e già più volte ministro sotto Tony Blair, sarebbe stato fortemente sostenuto proprio da McSweeney.

Secondo diverse ricostruzioni della stampa britannica, il capo di gabinetto avrebbe esercitato un ruolo determinante nel promuovere la candidatura dell’amico di lunga data, alimentando sospetti di conflitto di interessi e di una gestione delle nomine basata su relazioni personali piuttosto che su valutazioni esclusivamente istituzionali.

Le opposizioni hanno parlato apertamente di nepotismo politico, mentre all’interno dello stesso Partito Laburista non sarebbero mancate perplessità.

Le ombre degli Epstein file

La situazione è precipitata con l’emergere di nuovi dettagli collegati ai cosiddetti Epstein file, documenti che continuano a generare ripercussioni internazionali. Il nome di Mandelson sarebbe comparso in alcune carte, riaccendendo interrogativi su rapporti e frequentazioni del passato.

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