sabato, Febbraio 21

Olimpiadi, fuorionda Rai nella gara di bob: “Evitiamo equipaggio di Israele”. Provvedimenti

Il palcoscenico dei Giochi invernali di Milano Cortina 2026, già carico di tensioni geopolitiche, è stato scosso da un clamoroso incidente diplomatico.

Durante la diretta di Rai dedicata al bob a quattro, un imbarazzante fuorionda ha catturato una voce fuori campo mentre istruiva la regia: «Evitiamo l’equipaggio numero 21, che è quello dell’israeliano». Questa frase, interrotta da un ambiguo «no perché…», ha scatenato una bufera che ha costretto i vertici della Rai a un intervento d’urgenza.

Le parole, pronunciate in un momento di apparente leggerezza, hanno immediatamente sollevato un’ondata di indignazione. Marco Lollobrigida, responsabile ad interim di Rai Sport, ha preso le distanze dall’episodio, definendolo un’«espressione inaccettabile» che tradisce la missione del servizio pubblico. In un contesto in cui lo sport dovrebbe unire e non dividere, le dichiarazioni hanno riacceso il dibattito su come i media trattano le questioni legate a Israele e alla sua presenza nei contesti internazionali.

Questo incidente non è isolato. Solo due giorni prima, il pilota Adam Edelman era stato al centro di un’altra polemica, con il telecronista svizzero Stefan Renna accusato di commenti giudicati «parziali, politici e provocatori». La diplomazia sportiva ha dovuto intervenire per ribadire che Edelman partecipa ai Giochi nel pieno rispetto dei criteri del Comitato Olimpico Internazionale. In un clima di crescente tensione, la questione della neutralità dei media diventa cruciale.

Le parole catturate dai microfoni hanno suscitato l’indignazione di Walker Meghnagi, presidente della comunità ebraica di Milano, che ha invocato l’intervento del Comitato Olimpico Internazionale. Meghnagi ha descritto l’episodio come una vergogna, sottolineando che un collaboratore della Rai non dovrebbe permettersi di esprimere tali opinioni, al di là delle convinzioni personali. Questo episodio, secondo lui, è alimentato da un clima politico ostile che mette a rischio la sicurezza degli atleti, in un momento in cui le tensioni internazionali sono palpabili.

La Rai, in risposta, ha avviato verifiche interne per accertare le responsabilità. Lollobrigida ha espresso sincere scuse agli atleti israeliani, alla delegazione e a tutti i telespettatori, cercando di arginare lo scandalo mentre i Giochi volgono al termine. Ma la domanda rimane: come è possibile che un episodio del genere possa verificarsi in un contesto così delicato?

Il fuorionda, in un certo senso, ha messo a nudo le fragilità del sistema mediatico italiano. La neutralità, un valore fondamentale nel giornalismo, sembra essere messa in discussione. La Rai, come servizio pubblico, ha la responsabilità di garantire un’informazione imparziale, soprattutto in un contesto così carico di significato come le Olimpiadi. Ma cosa succede quando le opinioni personali di alcuni collaboratori si intrecciano con il lavoro di un’intera redazione?

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