domenica, Luglio 12

Ascoli Piceno, trovati morti un uomo e una donna in una tenda vicino al cimitero: indagini in corso

Una scoperta drammatica ha sconvolto la mattinata di Ascoli Piceno. All’interno di una tenda montata nel quartiere Borgo Solestà, a ridosso del cimitero civico, sono stati trovati i corpi senza vita di un uomo e una donna, entrambi di età apparente compresa tra i 35 e i 40 anni. Il ritrovamento è avvenuto lungo la strada che conduce al camposanto, in un’area in declivio affacciata sul fiume Tronto, zona che negli ultimi anni è diventata rifugio di fortuna per persone senza fissa dimora.

L’allarme e l’arrivo dei soccorsi

A dare l’allarme sarebbe stata un’altra persona che vive negli stessi ripari improvvisati. In pochi minuti sul posto sono arrivati i sanitari del 118, i vigili del fuoco e le forze dell’ordine, con pattuglie della Questura e dei carabinieri. L’area è stata immediatamente transennata e isolata per consentire i rilievi, mentre diversi residenti e passanti, visibilmente scossi, si sono fermati a distanza per capire cosa stesse accadendo.

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Il giallo sulle cause della morte

Al momento le cause del decesso restano avvolte nel mistero. Non si esclude alcuna ipotesi: da un possibile malore improvviso fino all’eventuale inalazione di monossido di carbonio provocata da un braciere utilizzato per riscaldarsi durante la notte. Tuttavia, solo i primi accertamenti medico-legali potranno fornire indicazioni più precise.

Attesa per l’autopsia

Si attende l’arrivo del medico legale per la prima ricognizione cadaverica. Sarà poi la Procura di Ascoli a disporre con ogni probabilità l’autopsia, esame fondamentale per chiarire definitivamente le cause dei due decessi. Gli investigatori stanno anche raccogliendo testimonianze per ricostruire le ultime ore di vita della coppia.

Una tragedia che riaccende i riflettori sul disagio sociale

La vicenda riporta l’attenzione sulle condizioni di estrema fragilità in cui vivono molte persone ai margini. Proprio accanto a un luogo simbolo della memoria collettiva, due vite si sono spente nel silenzio, in un contesto di precarietà che continua a rappresentare una ferita aperta per molte città italiane.