La dichiarazione attribuita a Vannacci

La prima dichiarazione, dai toni provocatori e sarcastici, critica l’Occidente e ironizza sulle possibili reazioni dell’Unione Europea. Nel passaggio si parla di aggressore e aggredito, di eventuali fondi europei per Teheran, di sanzioni contro gli Stati Uniti e di esclusioni sportive e culturali nei confronti degli americani.
Queste le sue parole:
“Gli Stati Uniti attaccano l’Iran. C’è un aggressore e un aggredito. Quindi, ora mi aspetto che Frau von der Leyen costituisca un fondo da 90 miliardi da elargire a Teheran. Poi mi aspetto che i Paesi europei varino degli aiuti in termini di armi e sostegno per gli ayatollah. E poi Bruxelles dovrà varare un pacchetto di sanzioni per mettere in ginocchio l’economia degli Stati Uniti. Dovrà intervenire l’Onu, perché è stato violato il diritto internazionale e poi tutti gli atleti e gli artisti americani dovranno essere esclusi dalle competizioni sportive e culturali. Infine, mi aspetto che Calenda visiti i Pasdaran per portare loro il suo sostegno”.
La posizione di Ilaria Salis
La seconda dichiarazione utilizza un linguaggio più diretto e ideologico. Si parla di “asse fascio-genocidario Stati Uniti e Israele”, di violazione del diritto internazionale e di guerra di predazione. Nel testo si chiede che l’Italia non partecipi in alcun modo al conflitto e si invoca un’Unione Europea autonoma, disallineata dagli Stati Uniti e dalla NATO.
Queste le sue parole:
“Iran, gli attacchi criminali condotti dall’asse fascio-genocidario Stati Uniti e Israele non hanno nulla a che vedere con il sostegno al popolo iraniano oppresso dal regime. Diritti e libertà non c’entrano nulla. In gioco ci sono esclusivamente equilibri di potenza, controllo delle risorse, egemonia geopolitica. È una sporca guerra di predazione e sottomissione, condotta in aperta violazione del diritto internazionale e priva di qualsiasi legittimità. L’Italia deve rifiutare questa guerra e non contribuirvi in alcun modo, neppure indirettamente o con il più piccolo gesto di sostegno. Il Governo Meloni non provi a trascinarci in questo disastro – che nelle prossime ore e nei prossimi giorni potrebbe ulteriormente estendersi – per compiacere, ancora una volta, Trump e Netanyahu. L’Unione Europea, se dimostrasse di avere un po’ di schiena dritta e coerenza con i valori su cui si fonda, dovrebbe finalmente: 1. disallinearsi da Stati Uniti e Israele; 2. rompere con la NATO; 3. affermare una politica estera autonoma. Un’autonomia incardinata sulla difesa del diritto internazionale, senza eccezioni né doppi standard; sull’impegno concreto e attivo per il disarmo nucleare globale; e sulla promozione di una nuova architettura di sicurezza collettiva orientata alla pace”. “Con questa classe dirigente, non lo farà. Statene certi. Ma noi, dal basso e da sinistra, dobbiamo lottare perché questo diventi possibile”.
Questa posizione è stata espressa da Ilaria Salis, che ha ribadito la necessità di una politica estera europea indipendente, orientata – secondo le sue parole – alla difesa del diritto internazionale e al disarmo nucleare globale.
Due visioni opposte, un terreno comune
Il confronto ha alimentato polemiche sui social e nel dibattito pubblico. Pur partendo da prospettive politiche radicalmente differenti, entrambi gli interventi esprimono una critica netta all’azione militare statunitense e israeliana.















