lunedì, Luglio 27

Operazione Epic Fury, B-2 Spirit colpiscono l’Iran: come funzionano i bombardieri stealth Usa

Quattro bombardieri strategici B-2 Spirit sono partiti dagli Stati Uniti continentali per colpire infrastrutture militari in Iran nell’ambito dell’operazione Epic Fury. Un’azione a lungo raggio che conferma il ruolo centrale dei velivoli stealth nelle operazioni offensive americane.

Decollo dal Missouri e rifornimento in volo

I bombardieri sono decollati dalla base aerea di Whiteman, in Missouri, accompagnati da cinque aerocisterne KC-46 Pegasus per il rifornimento in volo. Una missione complessa che ha previsto l’attraversamento dell’Atlantico, il passaggio sullo stretto di Gibilterra, il sorvolo del Mediterraneo e dello spazio aereo a sud della Turchia e dell’Iraq.

Secondo il Centcom, gli obiettivi includevano centri di comando e controllo, il quartier generale del Corpo delle Guardie della Rivoluzione iraniana, sistemi di difesa aerea integrata, siti di missili balistici e antinave, oltre a infrastrutture navali.

Bombe antibunker e siti sotterranei

I quattro B-2A avrebbero sganciato decine di bombe da 2.000 libbre su siti missilistici sotterranei. Si tratterebbe di ordigni di precisione a guida GPS, probabilmente del tipo GBU-31 con testata BLU-109, progettati per colpire strutture fortificate.

Tra i target ipotizzati vi sarebbe la base missilistica di Tabriz. Le prime immagini satellitari mostrerebbero il crollo di ingressi a tunnel e danni significativi alle strutture colpite.

Il profilo del B-2 Spirit

Il B-2 Spirit è un bombardiere strategico biposto sviluppato secondo il concetto di ala volante. La sua caratteristica principale è la capacità stealth, che consente di penetrare spazi aerei altamente difesi riducendo al minimo la tracciabilità radar.

Una missione completa può durare fino a 40 ore consecutive tra decollo, strike e rientro alla base, senza necessità di scalo. Questa autonomia rende il velivolo uno strumento chiave per operazioni a lunghissimo raggio.

Un dispositivo militare esteso

L’operazione Epic Fury avrebbe coinvolto un ampio dispositivo militare nel Golfo. Oltre ai B-2, sarebbero stati impiegati caccia F-22, F-35, F-18, F-15 e F-16, con ruoli di scorta e attacco.

Durante l’azione sarebbero stati utilizzati anche droni d’attacco Lucas, missili Tomahawk e sistemi di precisione lanciati da batterie terrestri Himars.

L’impiego dei bombardieri stealth evidenzia la centralità delle capacità a lungo raggio degli Stati Uniti in uno scenario di crescente tensione nel Golfo.