giovedì, Luglio 23

Terremoto in Italia, scossa di magnitudo 2.7 a Leonessa nella notte: è la seconda in meno di 24 ore

La terra ha tremato ancora nel Lazio. Nella notte tra venerdì 6 e sabato 7 marzo 2026, una nuova scossa di terremoto è stata registrata nella provincia di Rieti, con epicentro nei pressi di Leonessa, uno dei borghi più caratteristici dell’Appennino laziale. A rilevare il sisma sono stati i sismografi presso la Sala Sismica dell’INGV di Roma, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, che ha reso pubblica la notizia con i consueti bollettini ufficiali.

Non è la prima volta che questa zona viene interessata da attività sismica. L’area del Reatino si trova in una delle fasce più sismicamente attive dell’Italia centrale, a ridosso di quel sistema di faglie appenniniche che attraversa trasversalmente il territorio tra Lazio, Umbria e Abruzzo. Una regione che porta ancora i segni profondi dei grandi terremoti del passato e che continua a essere monitorata con attenzione dalle autorità scientifiche e dalla protezione civile.

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La scossa della notte ha fatto sobbalzare molti residenti della zona, che sui social hanno raccontato di averla avvertita chiaramente nonostante la magnitudo relativamente contenuta. C’è chi si era già messo a letto e si è ritrovato sveglio di soprassalto, chi ha aspettato qualche secondo prima di capire cosa stesse succedendo. Quel momento di incertezza tipico di chi vive in zone sismiche e sa bene cosa significa sentire il pavimento muoversi sotto i piedi.

Quello che rende questa scossa ancora più significativa, però, non è tanto l’intensità quanto il contesto: non è un episodio isolato. Nel giro di meno di ventiquattro ore il Lazio ha registrato attività sismica in due zone diverse della regione, con caratteristiche e profondità simili. Un dettaglio che vale la pena approfondire, perché racconta qualcosa di preciso sulla situazione geologica di questi giorni nel centro Italia.

Dove si trovava esattamente l’epicentro, quali comuni sono stati coinvolti e cosa ha detto la popolazione — tutto quello che è emerso nelle ore successive alla scossa vale la pena leggerlo con attenzione.

I dettagli tecnici della scossa: dove e quando

Secondo i dati diffusi dall’INGV, la scossa si è verificata alle ore 22:46 di venerdì 6 marzo 2026, con coordinate geografiche 42.5247 di latitudine e 12.9513 di longitudine. L’epicentro è stato localizzato a circa 4 chilometri da Leonessa, in provincia di Rieti, a una profondità ipocentrale di circa 10 chilometri. La magnitudo registrata è stata di 2.7, una scossa di intensità lieve ma percepita dalla popolazione locale.

Tra le località più vicine all’epicentro, tutte entro un raggio di 10 chilometri, figurano Poggio Bustone, Cantalice, Rivodutri e Morro Reatino. I centri abitati più grandi nelle vicinanze sono invece Terni, a 25 chilometri di distanza, L’Aquila a 42 e Foligno a 52. La posizione dell’epicentro conferma come quest’area si trovi in un punto di confine tra tre regioni — Lazio, Umbria e Abruzzo — storicamente caratterizzato da una significativa attività sismica.

Le reazioni della popolazione: “La terra ha davvero tremato”

Nonostante la magnitudo contenuta, la scossa è stata avvertita da diversi residenti della zona, che nelle ore successive hanno condiviso le proprie esperienze sui social media. “Non mi ero sbagliato allora, la terra ha davvero tremato”, ha scritto un utente. “Io l’ho sentita la scossa. E mi era sembrato che fosse pure bella forte”, ha aggiunto un altro. Commenti che restituiscono la percezione reale di chi vive in questi territori e sa riconoscere il tremore del suolo anche quando i dati tecnici lo classificano come lieve.

Fortunatamente non sono stati segnalati danni a edifici né feriti. Le autorità locali non hanno emesso alcuna comunicazione di emergenza, e la situazione è rientrata nella normalità nel giro di poco tempo.

La seconda scossa in meno di 24 ore nel Lazio

Quello che colpisce è che la scossa di Leonessa non è stata un episodio isolato. Nella notte precedente, tra giovedì 5 e venerdì 6 marzo 2026, altre due scosse erano state registrate nella zona dei Castelli Romani, con epicentro a Lariano, in provincia di Roma. Anche in quel caso il rilevamento era stato effettuato dalla Sala Sismica dell’INGV di Roma: magnitudo 2.1, epicentro a 3 chilometri da Lariano, coordinate 41.7215 e 12.8710, profondità di 11 chilometri.

Due zone diverse della stessa regione, due notti consecutive, caratteristiche tecniche simili. Nulla che al momento giustifichi allarmi particolari, secondo i sismologi, ma un segnale che conferma come il sottosuolo dell’Italia centrale continui a essere in movimento, come del resto è sempre stato. Un promemoria silenzioso, per chi vive in queste aree, dell’importanza di conoscere le procedure di sicurezza e di tenere sempre aggiornate le proprie abitazioni dal punto di vista antisismico.