giovedì, Marzo 12

Missile sulla base italiana di Erbil in Iraq: 300 militari al riparo nei bunker. Parlano Crosetto e Tajani

La guerra in Iran bussa alle porte dell’Italia. Nella tarda serata dell’11 marzo 2026, un missile ha colpito il perimetro di Camp Singara, la base militare italiana situata nell’area dell’aeroporto internazionale di Erbil, nel Kurdistan iracheno. L’allarme è scattato immediatamente: circa 300 militari italiani — tra specialisti dell’Esercito e istruttori dei Carabinieri — si sono rifugiati nei bunker protettivi. La notizia ha fatto il giro d’Italia in pochi minuti, seminando preoccupazione tra le famiglie dei soldati in servizio.

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha dichiarato di aver parlato personalmente con il colonnello Stefano Pizzotti, comandante della base: “Stanno tutti bene”, ha assicurato. Anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso ferma condanna: “Inaccettabile”, ha detto, confermando di aver parlato direttamente con l’ambasciatore italiano in Iraq. Anche il capo di stato maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, si è messo in contatto con la base.

Ma la notizia dell’attacco ha avuto anche un canale di diffusione insolito: ad annunciarla per primo in diretta televisiva è stato il deputato di Avs Angelo Bonelli, durante la trasmissione Realpolitik su Rete4, leggendo un messaggio ricevuto in tempo reale dallo stesso ministro Crosetto. Un dettaglio che ha fatto discutere quanto l’attacco stesso. Cosa è successo davvero a Erbil? E cosa rischia ora l’Italia?

La base di Camp Singara: chi sono i 300 militari italiani in Iraq

La base militare italiana — denominata ufficialmente Italian National Contingent Command Land (ITNCC-L) — si trova a Camp Singara, nel perimetro dell’aeroporto internazionale di Erbil, nella regione autonoma del Kurdistan iracheno. Opera nell’ambito dell’operazione “Prima Parthica”, la missione italiana nata per contribuire alla lotta contro l’ISIS e per addestrare le forze di sicurezza locali e i Peshmerga curdi. I circa 300 militari attualmente presenti — tra Esercito e Carabinieri — si occupano di trasferire competenze specifiche alle forze locali per contribuire alla stabilizzazione del Paese. La base si trova in un comprensorio che ospita anche contingenti di altri Paesi: questo rende più complessa la ricostruzione delle dinamiche dell’attacco.

Chi ha sparato?

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