lunedì, Marzo 23

Referendum giustizia, Mentana ironizza su Renzi in diretta: “Il più grande esperto…” e scoppia il caso

La notte del referendum sulla giustizia 2026 non ha regalato solo numeri e analisi politiche, ma anche momenti televisivi destinati a far discutere. Durante lo speciale in diretta su La7, Enrico Mentana ha lanciato una frecciata a Matteo Renzi che in pochi secondi è diventata uno dei passaggi più commentati della serata.Collegato da Palazzo Madama, l’ex presidente del Consiglio appariva visibilmente soddisfatto per la vittoria del No. Ma l’introduzione del direttore del TgLa7 ha subito cambiato il tono del collegamento: “Ecco il più grande esperto di referendum costituzionali…”, ha detto Mentana con ironia, evocando un precedente impossibile da dimenticare.

Il riferimento al 2016


Il richiamo è diretto al referendum costituzionale del 2016, quando Renzi legò il proprio destino politico alla riforma del Senato promossa dal suo governo. In quel caso, la vittoria del No con circa il 60% dei voti portò alle dimissioni da Palazzo Chigi.

Una ferita politica che ancora oggi riemerge nel dibattito pubblico. Ed è proprio su questo punto che si inserisce la battuta di Mentana, capace di riaprire in pochi secondi un capitolo che continua a inseguire l’ex premier.

La reazione di Renzi in diretta

Renzi non si è sottratto al momento. Dopo un breve sorriso, ha risposto con tono leggero, ringraziando Mentana e cercando di smorzare la tensione in studio. Nessuno scontro frontale, ma una gestione rapida dell’imbarazzo, senza però evitare il confronto sul merito politico.

L’ex premier ha poi chiarito la posizione di Italia Viva sul referendum appena concluso: astensione in Parlamento e libertà di voto agli elettori, pur ribadendo una linea favorevole alla separazione delle carriere ma critica verso il testo complessivo della riforma.

L’attacco a Meloni

Superata la battuta iniziale, Renzi ha spostato subito il focus sul piano politico. Il leader di Italia Viva ha trasformato il risultato del referendum in un attacco diretto al governo, puntando il dito contro Giorgia Meloni.

Perdi di dieci punti e che fai, fischietti?”, ha detto, sottolineando come il distacco tra Sì e No rappresenti, a suo avviso, un segnale chiaro di perdita di consenso per la maggioranza.

Secondo Renzi, il dato centrale non è tanto tecnico quanto politico: il referendum avrebbe mostrato una distanza tra il governo e una parte significativa del Paese, trasformando una consultazione istituzionale in un messaggio più ampio.

Il ritorno sul proprio passato

Nel corso dell’intervento, Renzi è tornato anche indirettamente sul 2016, affrontando il tema delle dimissioni e delle critiche ricevute negli anni successivi. “Prendetemi in giro quanto volete”, ha dichiarato, rivendicando di aver lasciato sia Palazzo Chigi sia la guida del Partito Democratico dopo quella sconfitta.

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