mercoledì, Marzo 25

Conte attacca Meloni sulle dimissioni Santanchè: “Arrivate troppo tardi”

Le dimissioni di Daniela Santanchè non chiudono lo scontro politico, anzi lo riaccendono. A poche ore dall’uscita della ministra del Turismo, il confronto si sposta immediatamente sul terreno delle responsabilità, con le opposizioni pronte a colpire il governo.

Ad aprire il fuoco è Giuseppe Conte, che davanti a Montecitorio sceglie un tono durissimo e punta direttamente contro Giorgia Meloni, accusandola di aver gestito la vicenda con ritardo e debolezza.

L’attacco di Conte

Il leader del Movimento 5 Stelle non usa mezzi termini e definisce la premier “debole, debolissima”, sostenendo che le dimissioni della ministra sarebbero dovute arrivare molto prima.

Secondo Conte, la scelta di intervenire solo ora rappresenta un errore politico evidente, che ha finito per trascinare la crisi più a lungo del necessario.

“Ci sono voluti anni”

Nel suo intervento, Conte lega la vicenda anche al contesto più ampio del referendum sulla giustizia, parlando di un passaggio arrivato solo dopo uno scossone politico significativo.

“Ci sono voluti tre anni e milioni di italiani per arrivare a queste dimissioni”, è il senso dell’accusa, con un riferimento diretto alla gestione della ministra nel tempo.

Le responsabilità della premier

Per Conte, la responsabilità è chiara e ha un nome preciso: Giorgia Meloni. Il leader pentastellato sostiene che la premier avrebbe dovuto intervenire prima, evitando che la situazione degenerasse fino a diventare un caso politico nazionale.

Un’accusa che mira a colpire la leadership del governo più che la singola vicenda.

“Un governo barcollante”

L’affondo si allarga poi all’intero esecutivo, descritto come “barcollante” e poco concentrato sulle priorità reali del Paese.

Secondo Conte, il tempo perso nella gestione del caso Santanchè avrebbe sottratto attenzione a temi cruciali per cittadini, famiglie e imprese.

Uno scontro che continua

Le dimissioni della ministra, quindi, non chiudono la crisi ma aprono una nuova fase di scontro politico, in cui l’opposizione cerca di capitalizzare il momento di difficoltà della maggioranza.

Nei prossimi giorni il confronto è destinato a intensificarsi, anche in vista della mozione di sfiducia già calendarizzata, che potrebbe trasformarsi in un ulteriore terreno di battaglia parlamentare.

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