Ci sono scelte che, anche a distanza di anni, continuano a far discutere e a interrogare l’opinione pubblica. Una di queste riguarda i genitori di Chiara Poggi, la giovane uccisa il 13 agosto 2007 nella sua casa di Garlasco, uno dei casi più controversi della cronaca nera italiana.
Giuseppe Poggi e Rita Preda, infatti, non hanno mai lasciato quella villetta di via Pascoli. Vivono ancora lì, nello stesso luogo dove si è consumato il delitto della loro figlia. Una decisione che per molti è difficile da comprendere.
La casa del delitto, ancora oggi abitata

Quella villetta è diventata negli anni un simbolo. È il luogo dove Chiara è stata uccisa, tra l’ingresso e le scale che portano alla cantina, mentre il resto della famiglia era in vacanza.
Nonostante il peso di quella tragedia, i genitori hanno scelto di non cambiare nulla: stessa casa, stessi ambienti, stessa quotidianità.
Una scelta che colpisce anche chi ha avuto modo di entrare in quell’abitazione. Il giornalista Gianluigi Nuzzi, durante la trasmissione Quarto Grado, ha raccontato lo stupore provato nel vedere come tutto sia rimasto fermo nel tempo.
La spiegazione dello psicologo Picozzi
A cercare di dare una risposta è stato Massimo Picozzi, psichiatra e criminologo, intervenuto proprio durante la trasmissione.