Il governo guidato da Giorgia Meloni si prepara a chiudere il nuovo risiko delle nomine con l’ingresso di cinque nuovi sottosegretari, destinati a completare alcune caselle rimaste vuote dopo gli ultimi cambiamenti interni all’esecutivo.
La decisione sarebbe stata definita nelle ultime ore in vista del Consiglio dei ministri del 22 aprile, con un intervento che punta a rafforzare l’assetto politico della squadra di governo dopo settimane di trattative tra i partiti della maggioranza.
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Chi sostituisce Delmastro alla Giustizia
Il nome più osservato era quello del sostituto di Andrea Delmastro al ministero della Giustizia. La scelta sarebbe ricaduta su Alberto Balboni, attuale presidente della Commissione Affari costituzionali del Senato.
Balboni, esponente di Fratelli d’Italia, rappresenterebbe una figura di continuità politica all’interno del partito della premier e andrebbe a occupare una posizione considerata strategica all’interno del dicastero di via Arenula.
La sua nomina viene indicata come una delle più significative del nuovo riassetto di governo.
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Le altre nomine previste
Accanto alla casella della Giustizia, il governo avrebbe definito anche altri quattro ingressi nel sottogoverno:
- Giampiero Cannella al ministero della Cultura
- Paolo Barelli ai Rapporti con il Parlamento
- Massimo Dell’Utri agli Esteri
- Mara Bizzotto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy
Si tratta di un riequilibrio politico che coinvolge tutti i principali partiti della coalizione, con l’obiettivo di consolidare i rapporti interni tra Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati.
Un passaggio politico delicato per la maggioranza
Le nomine arrivano in una fase particolarmente delicata per l’esecutivo, impegnato su diversi fronti sia interni sia internazionali. Il riassetto del sottogoverno serve anche a dare un segnale di stabilità dopo le tensioni emerse nelle ultime settimane su alcuni dossier politici sensibili.
La scelta dei sottosegretari, infatti, non riguarda soltanto l’equilibrio amministrativo, ma rappresenta anche un messaggio politico preciso: rafforzare la tenuta della maggioranza senza procedere a un vero e proprio rimpasto di governo.
Il significato delle scelte di Meloni
Con questo nuovo assetto, Giorgia Meloni punta a consolidare il controllo sulla macchina governativa e a redistribuire alcuni incarichi chiave mantenendo saldo l’equilibrio tra i partiti alleati.
La sostituzione di Delmastro alla Giustizia resta il passaggio più simbolico dell’intera operazione, perché riguarda uno dei ministeri più sensibili dell’esecutivo e uno dei ruoli più osservati all’interno della maggioranza.
Nelle prossime ore il Consiglio dei ministri dovrebbe formalizzare ufficialmente le nomine e chiudere una partita politica che andava avanti da diversi giorni nei palazzi romani.