Giorgia Meloni non è tipa da porgere l’altra guancia. Ma nemmeno da rispondere con la stessa violenza verbale. La risposta agli insulti di Vladimir Solovyev è arrivata a sera, quasi alle 22, attraverso un selfie sorridente postato sui social accompagnato da poche righe che dicono tutto senza dire troppo.
La risposta: un selfie e una frase che taglia corto
Sul volo di Stato che la riportava a Palazzo Chigi dal Salone del Mobile di Milano, Meloni viene informata dell’accaduto. Ci ragiona su con il suo staff, triangola con il ministro degli Esteri Antonio Tajani, e alla fine sceglie il tono. Non l’indignazione, non la controreplica volgare. La serenità ostentata.
Il post recita: “Per sua natura un solerte propagandista di regime non può impartire lezioni né di coerenza né di libertà. Ma non saranno certo queste caricature a farci cambiare strada. Noi, diversamente da altri, non abbiamo fili, non abbiamo padroni e non prendiamo ordini”. In apertura, il proverbio: “Male non fare, paura non avere”.
Una risposta calibrata, che evita di alzare il livello dello scontro ma che contiene un messaggio preciso: il riferimento a chi ha “fili” e “padroni” è una frecciata implicita verso chi — in Italia e non — ha avuto posizioni più ambigue nei confronti della Russia.
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