lunedì, Maggio 4

La lettera di dimissioni dal TG1 scritta nel 2010 che sembra scritta oggi

Era il 21 maggio 2010. Maria Luisa Busi, giornalista e conduttrice storica del TG1, lasciava la conduzione dell’edizione delle 20 con una lettera destinata al direttore Augusto Minzolini. Una lettera che allora fece rumore, venne pubblicata sui giornali, scatenò dibattiti. E poi, come spesso accade in Italia, fu dimenticata. Rileggerla oggi — quindici anni dopo — fa un effetto strano. Perché sembra scritta ieri mattina.

Chi era Maria Luisa Busi e perché lasciò

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Nata a Milano nel 1964, cresciuta a Cagliari, Busi era entrata in Rai dopo un’esperienza nell’emittente sarda Sardegna Uno. Dal 1991 conduceva il TG1, prima con Unomattina, poi con l’edizione principale delle 20 — la più seguita, quella che per decenni ha costruito e demolito consensi, governato l’agenda pubblica, formato l’opinione di milioni di italiani.

Nel marzo del 2010 aveva già alzato la voce, in un’intervista a Repubblica, denunciando il clima interno al giornale dopo l’allontanamento di alcuni colleghi. Minzolini le aveva inviato una lettera di contestazione formale. Due mesi dopo, la rottura definitiva.

La lettera: parole che bruciano ancora

La lettera di dimissioni di Busi è un documento raro nel panorama del giornalismo italiano — non per il gesto in sé, ma per la lucidità e il coraggio con cui descrive quello che stava accadendo. Vale la pena rileggerla per intero, perché ogni riga risuona con il presente.

“Considero la linea editoriale che hai voluto imprimere al giornale una sorta di dirottamento, a causa del quale il TG1 rischia di schiantarsi contro una definitiva perdita di credibilità nei confronti dei telespettatori”, scriveva Busi. E poi: “Oggi l’informazione del TG1 è un’informazione parziale e di parte”.

Ma il passaggio più potente, quello che ancora oggi fa fermare chi legge, è quello dedicato all’Italia invisibile — quella che il telegiornale aveva scelto di non raccontare:

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