domenica, Maggio 10

Garlasco, Stasi contro Sempio: “Totale mancanza di rispetto”

Per la prima volta, nel nuovo filone investigativo sul delitto di Garlasco, i due nomi che oggi dominano la scena giudiziaria finiscono indirettamente uno contro l’altro. Da una parte Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi. Dall’altra Andrea Sempio, nuovamente finito al centro delle attenzioni investigative come possibile sospettato nella nuova indagine aperta dalla Procura di Pavia.

A riaccendere il caso è un verbale investigativo emerso nelle ultime ore e relativo all’interrogatorio di Stasi del 20 maggio 2025. Un documento che mostra per la prima volta un evidente attrito tra i due protagonisti della vicenda giudiziaria più discussa degli ultimi anni.

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La frase di Stasi su Andrea Sempio

Tutto nasce da una convocazione simultanea davanti agli inquirenti. Quel giorno sia Stasi che Sempio vengono chiamati in Procura. Tuttavia, a causa di un errore nella convocazione, i legali di Sempio decidono di non presentarsi, scelta consentita dalla legge.

Secondo quanto emerge dal verbale, la notizia dell’assenza viene commentata nella stanza dell’interrogatorio quando magistrati e investigatori stanno ormai terminando l’audizione di Alberto Stasi. È in quel momento che l’ex bocconiano avrebbe pronunciato una frase destinata a far discutere.

Totale mancanza di rispetto”, avrebbe detto Stasi riferendosi alla mancata presenza di Andrea Sempio. Una frase secca, pronunciata davanti ai suoi legali Giada Bocellari e Antonio De Rensis, e riportata nel verbale acquisito dagli investigatori.

Nel documento si legge anche che Stasi avrebbe invitato con uno sguardo i propri avvocati a osservare la telecamera ancora attiva nella stanza, quasi a sottolineare l’importanza delle parole pronunciate in quel momento.

Le domande su Chiara Poggi

L’interrogatorio del 20 maggio 2025 rappresenta uno dei passaggi centrali della nuova inchiesta della Procura di Pavia. Gli investigatori contestano a Stasi diversi elementi emersi negli ultimi mesi: dal Dna ritrovato sotto le unghie di Chiara Poggi fino all’impronta numero 33, passando per alcuni scritti sequestrati che, secondo gli inquirenti, mostrerebbero una particolare attenzione di Sempio verso il caso.

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