lunedì, Maggio 11

Garlasco, scontro totale tra i legali: “Accanimento contro Stasi”

Il caso del delitto di Garlasco torna ancora una volta al centro dello scontro mediatico e giudiziario. Dopo la chiusura della nuova indagine della Procura di Pavia su Andrea Sempio, si alza il livello dello scontro tra i legali coinvolti nella vicenda che da quasi vent’anni divide l’opinione pubblica italiana.

Da una parte c’è l’avvocato Gian Luigi Tizzoni, storico legale della famiglia Poggi, che difende la solidità della condanna definitiva di Alberto Stasi. Dall’altra, invece, i difensori dell’ex fidanzato della vittima parlano apertamente di una sentenza ormai “disintegrata” dalle nuove prove raccolte dagli investigatori.

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Il legale della famiglia Poggi: “Nessun elemento per una revisione”

Secondo Tizzoni, dalle nuove consulenze depositate dalla Procura non emergerebbero elementi realmente capaci di mettere in discussione la condanna definitiva inflitta ad Alberto Stasi.

Il legale sostiene infatti che né le analisi medico-legali, né gli approfondimenti informatici, né gli studi sulle tracce ematiche riuscirebbero a scardinare l’impianto accusatorio costruito negli anni dai tribunali.

Tra i punti più discussi resta l’impronta numero 33, uno degli elementi che la Procura avrebbe attribuito ad Andrea Sempio. Proprio su questo aspetto Tizzoni ha ribadito forti dubbi, spiegando che, a suo avviso, l’impronta non presenterebbe un numero sufficiente di dettagli tecnici per essere attribuita con certezza a qualcuno.

L’avvocato ha inoltre criticato il fatto che alcuni elementi storici dell’inchiesta siano stati progressivamente messi da parte nelle nuove ricostruzioni investigative. Tra questi, la famosa bicicletta nera e la cosiddetta “camminata” di Stasi, aspetti che per anni erano stati considerati centrali nel processo.

Le accuse alla Procura di Pavia

Tizzoni è andato anche oltre, parlando apertamente di un’indagine “unidirezionale”, concentrata soprattutto nel tentativo di smentire le sentenze definitive pronunciate nei confronti di Alberto Stasi.

Secondo il legale della famiglia Poggi, la Procura avrebbe lavorato in modo estremamente mirato per cercare elementi alternativi, senza però riuscire realmente a demolire i punti chiave che avevano portato alla condanna definitiva.

Parole molto pesanti che arrivano in un momento delicatissimo dell’inchiesta, dopo settimane di indiscrezioni, intercettazioni e nuove consulenze finite al centro del dibattito pubblico.

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