Continua a far discutere la vicenda di Salim El Koudri, il 31enne accusato di aver travolto diversi passanti nel centro di Modena provocando feriti gravissimi e seminando il panico nel cuore della città.
Nelle ultime ore a far esplodere il dibattito politico e social è stata soprattutto la decisione della Procura di Modena di non contestare, almeno per il momento, le aggravanti di terrorismo, odio razziale e premeditazione.
Leggi anche:Milano, uomo di 55 anni accoltellato all’alba a San Siro: è in gravi condizioni, fermato un 22enne gambiano
Leggi anche:Ilaria Salis a Verona contro le “ronde”, ma ammette: “Non conosco la politica locale”
Una scelta che ha immediatamente scatenato polemiche e indignazione online, dove migliaia di utenti hanno criticato duramente l’impostazione dell’inchiesta. :contentReference[oaicite:0]{index=0}
La decisione della Procura

Resta confermata l’accusa di strage, insieme alle contestazioni relative alle lesioni gravissime provocate alle persone investite durante l’attacco avvenuto sabato pomeriggio nel centro cittadino.
Secondo quanto emerso dopo l’udienza di convalida nel carcere di Modena, gli investigatori ritengono però che al momento non esistano elementi sufficienti per sostenere la presenza di una pianificazione preventiva o di una matrice terroristica.
La Procura ha comunque richiesto la custodia cautelare in carcere per il 31enne.
Il silenzio davanti al giudice
Durante l’interrogatorio davanti al gip, Salim El Koudri avrebbe scelto di non rispondere alle domande relative alla dinamica dell’attacco e alle motivazioni del gesto.
L’uomo avrebbe però consegnato agli investigatori i codici di sblocco del proprio cellulare, che ora verrà analizzato per ricostruire contatti, ricerche online e stato psicologico nelle ore precedenti all’investimento di massa.
Secondo il suo legale, l’avvocato Fabio Giannelli, il 31enne sarebbe apparso “più lucido” rispetto alle prime ore successive all’arresto. :contentReference[oaicite:1]{index=1}
La richiesta di cure psichiatriche
La difesa ha inoltre chiesto che El Koudri venga sottoposto a una valutazione specialistica sul piano psichiatrico.
L’avvocato ha spiegato di auspicare una terapia farmacologica che possa stabilizzare le condizioni mentali del suo assistito e permettergli eventualmente di collaborare con la magistratura.
Nel colloquio in carcere, il 31enne avrebbe chiesto sigarette e avrebbe preferito rimandare l’incontro con i genitori dicendo: “Aspettiamo, voglio essere pronto”.
Elementi che continuano ad alimentare il dibattito sulle sue condizioni psicologiche e sull’eventuale capacità di intendere e volere al momento dell’attacco.
Perché non viene contestata la premeditazione
Uno degli aspetti che più stanno facendo discutere riguarda proprio l’esclusione dell’aggravante della premeditazione.
Secondo quanto riferito dalla difesa, gli investigatori ritengono che al momento non vi siano prove sufficienti per sostenere che il gesto sia stato pianificato con lucidità e in anticipo.
“È vero che lui compie un gesto orrendo, ma nessuno al momento ha capito davvero cosa sia scattato nella sua mente quel giorno”, ha spiegato l’avvocato Giannelli. :contentReference[oaicite:2]{index=2}
Per questo motivo un ruolo centrale nelle prossime settimane potrebbe essere assunto dalle perizie psichiatriche e dalle analisi sullo stato mentale dell’indagato.
La rabbia sui social
La decisione della Procura ha scatenato una valanga di reazioni sui social network.
Molti utenti hanno definito “ridicola” l’esclusione delle aggravanti di terrorismo e premeditazione, sostenendo che l’attacco nel centro cittadino sarebbe stato chiaramente volontario.
Altri invece invitano alla prudenza, ricordando che l’inchiesta è ancora nelle fasi iniziali e che saranno gli accertamenti tecnici, le analisi del telefono e le perizie psichiatriche a chiarire definitivamente il quadro.
Nel frattempo Modena continua a fare i conti con le conseguenze di una delle aggressioni più violente avvenute negli ultimi anni nel centro della città, mentre le vittime restano ricoverate negli ospedali emiliani e proseguono le indagini sul movente del gesto. :contentReference[oaicite:3]{index=3}