mercoledì, Luglio 8

Paola Marella, il marito trova nel pc il file “Voglio vivere”: la scoperta dopo la morte commuove tutti

A quasi due anni dalla morte di Paola Marella, emerge un racconto intimo e profondamente toccante che sta commuovendo il pubblico e i tanti fan della celebre designer e conduttrice televisiva scomparsa nel settembre 2024 dopo la malattia.

A raccontarlo è il marito Domenico Traversa, che nelle ultime ore è tornato a parlare pubblicamente della moglie, rivelando una scoperta fatta insieme al figlio Nicola all’interno del computer personale di Paola.

Leggi anche:Morto a 79 anni Luigi Colombo, voce storica del calcio in tv che inventò la telecronaca a due voci

Leggi anche:Mario Adinolfi ai domiciliari: accuse di truffa ed evasione per le “scommesse collettive”

Leggi anche:Tardelli attacca: “Caso Balogun una barzelletta, i calciatori dovevano ribellarsi” – VIDEO

Tra i file presenti nel pc, infatti, la famiglia ha trovato una cartella dal nome chiarissimo e pieno di significato: “Voglio vivere”.

Un dettaglio semplice ma potentissimo, che secondo il marito racconta perfettamente il modo con cui Paola Marella ha affrontato la malattia e gli ultimi anni della sua vita.

La cartella trovata nel computer

All’interno della cartella, Paola aveva raccolto fotografie personali, immagini dei momenti più felici vissuti insieme alla famiglia e tanti ricordi importanti della sua vita privata e professionale.

Scatti che, secondo quanto raccontato da Domenico Traversa, sembravano quasi voler custodire il senso più profondo della sua esistenza e della sua voglia di restare aggrappata alla vita nonostante la malattia. “Dice tutto del suo modo di stare al mondo e di come ha affrontato la malattia”, ha spiegato il marito parlando della scoperta fatta nel computer della designer.

Parole che hanno immediatamente colpito il pubblico e i social, dove in tantissimi hanno ricordato la forza e l’eleganza con cui Paola Marella aveva affrontato anche i momenti più difficili.

La scelta di lasciare aperti i social

Il racconto del marito si è soffermato anche su una decisione molto particolare presa dalla famiglia dopo la morte della conduttrice: quella di non chiudere i suoi profili social.

Ancora oggi, infatti, gli account ufficiali di Paola Marella restano online e continuano a essere seguiti da centinaia di migliaia di persone. Una scelta che, secondo Domenico Traversa, non nasce da nostalgia o semplice memoria, ma dalla volontà di permettere al messaggio lasciato da Paola di continuare a vivere nel tempo.

“Tenere aperti i suoi profili social significa permettere a Paola e alla sua voglia di vivere di continuare a esistere”, ha spiegato. Per la famiglia, dunque, quei profili rappresentano una sorta di continuità simbolica con tutto ciò che Paola aveva costruito negli anni attraverso il suo lavoro e il rapporto con il pubblico.

Gli amici rimasti accanto alla famiglia

Nel racconto di Traversa c’è spazio anche per il mondo della televisione e per le amicizie nate durante gli anni di carriera della conduttrice. Secondo il marito, molte persone conosciute negli ambienti televisivi hanno continuato a restare vicine alla famiglia anche dopo la morte di Paola Marella, sostenendo concretamente le attività legate alla fondazione creata in suo nome.

Un aspetto che Traversa ha voluto sottolineare con particolare emozione, spiegando come alcuni rapporti si siano dimostrati autentici anche lontano dalle telecamere.

Il progetto della Fondazione Paola Marella

Dal dolore per la perdita della designer è nato anche un progetto concreto legato alla ricerca e alla formazione medica.

La Fondazione Paola Marella sostiene infatti il progetto POP, una piattaforma dedicata alla formazione di giovani oncologi specializzati nella cura del tumore al pancreas, la malattia che ha colpito la conduttrice.

L’obiettivo è trasformare il dolore vissuto dalla famiglia in qualcosa di utile e concreto per il futuro di altri pazienti e delle loro famiglie.

Un modo per continuare a portare avanti quella “voglia di vivere” che Paola Marella aveva racchiuso anche nel nome di quella cartella trovata nel suo computer.