Continuano a emergere dettagli inquietanti sulla tragedia dei cinque sub italiani morti nelle grotte sommerse delle Maldive. A parlare nelle ultime ore è stato Sami Paakkarinen, il soccorritore finlandese che ha partecipato personalmente al recupero dei corpi e che adesso punta il dito contro l’attrezzatura utilizzata durante l’immersione.
Secondo il sub esperto, il gruppo si sarebbe spinto troppo in profondità senza avere i sistemi necessari per affrontare una grotta così complessa. “Erano in un posto dove quei sub non dovevano trovarsi”, ha dichiarato, spiegando che per immersioni di quel livello sarebbero serviti rebreather, più bombole e strumenti tecnici molto più avanzati rispetto a quelli normalmente usati per immersioni turistiche.
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Il tunnel nascosto e la scoperta decisiva

Le operazioni di ricerca sono state estremamente complicate e inizialmente si temeva che i corpi fossero stati trascinati via dalle correnti oceaniche. La svolta sarebbe arrivata quando i soccorritori hanno individuato un tunnel non presente nelle mappe ufficiali della grotta. “Abbiamo visto dei segni sulla sabbia e abbiamo capito che quella era la strada giusta”, ha raccontato Paakkarinen. Proprio attraverso quel passaggio i soccorritori sarebbero riusciti a raggiungere il punto dove si trovavano i sub italiani.
Chi sono le vittime della tragedia
Le vittime sono Monica Montefalcone, docente associata di Ecologia all’Università di Genova, la figlia Giorgia Sommacal, Muriel Oddenino, Federico Gualtieri e Gianluca Benedetti. La tragedia ha sconvolto il mondo della subacquea internazionale e quello universitario italiano, mentre proseguono gli accertamenti della Procura che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo.
Le prime ipotesi sulle cause della morte
Secondo le prime valutazioni medico-legali, almeno due delle vittime sarebbero morte per annegamento o anossia, cioè una grave mancanza di ossigeno. Gli investigatori stanno cercando di capire se durante l’immersione ci siano stati errori di valutazione, problemi tecnici oppure difficoltà impreviste legate alla struttura della grotta.
“Bisogna mappare quella grotta”
Il soccorritore finlandese ha poi lanciato un appello molto duro sulla sicurezza dell’area dove si è verificata la tragedia. Secondo Paakkarinen, quella grotta dovrebbe essere studiata e mappata nuovamente per evitare che possano verificarsi altri incidenti simili. “Serve una mappa completa, così non può restare”, ha dichiarato. Nel frattempo in Italia sono iniziati i funerali delle vittime, mentre familiari e amici chiedono chiarezza su quanto accaduto nelle profondità delle Maldive.