Il mondo dell’ambientalismo italiano perde una delle sue voci più autorevoli. È morto a 86 anni Gianni Mattioli, storico esponente del movimento ecologista e tra i fondatori delle Liste Verdi, il partito da cui sarebbe poi nata la Federazione dei Verdi. La scomparsa è avvenuta nella notte tra domenica e lunedì 1 giugno, mentre era ricoverato in una clinica di Grottaferrata, vicino a Roma.
Ex deputato ed ex ministro della Repubblica, Mattioli ha attraversato da protagonista alcune delle stagioni più importanti della politica italiana, lasciando un segno profondo soprattutto in una battaglia che avrebbe cambiato il volto del Paese.
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Da Genova alla cattedra di fisica

Era nato a Genova il 29 gennaio 1940. Prima ancora che politico, Mattioli era uno scienziato: docente di fisica alla Sapienza di Roma, ha sempre portato nella sua azione pubblica quel rigore scientifico che sarebbe diventato il tratto distintivo del suo impegno ecologista.
Fu proprio questa formazione a renderlo uno dei riferimenti dell’ambientalismo fondato sulla conoscenza e non sull’ideologia, un approccio che lo distinse per tutta la carriera.
Il protagonista della battaglia antinucleare
Tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Duemila, Mattioli fu uno dei principali volti del movimento anti-nucleare italiano. Una stagione decisiva, combattuta al fianco di Massimo Scalia, che avrebbe contribuito a cambiare per sempre le scelte energetiche del nostro Paese.