mercoledì, Luglio 22

Addio a Gianni Mattioli, morto a 86 anni il fondatore delle Liste Verdi e padre dell’ambientalismo italiano

Il mondo dell’ambientalismo italiano perde una delle sue voci più autorevoli. È morto a 86 anni Gianni Mattioli, storico esponente del movimento ecologista e tra i fondatori delle Liste Verdi, il partito da cui sarebbe poi nata la Federazione dei Verdi. La scomparsa è avvenuta nella notte tra domenica e lunedì 1 giugno, mentre era ricoverato in una clinica di Grottaferrata, vicino a Roma.

Ex deputato ed ex ministro della Repubblica, Mattioli ha attraversato da protagonista alcune delle stagioni più importanti della politica italiana, lasciando un segno profondo soprattutto in una battaglia che avrebbe cambiato il volto del Paese.

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Da Genova alla cattedra di fisica

Addio a Gianni Mattioli, morto a 86 anni il fondatore delle Liste Verdi e padre dell'ambientalismo italiano

Era nato a Genova il 29 gennaio 1940. Prima ancora che politico, Mattioli era uno scienziato: docente di fisica alla Sapienza di Roma, ha sempre portato nella sua azione pubblica quel rigore scientifico che sarebbe diventato il tratto distintivo del suo impegno ecologista.

Fu proprio questa formazione a renderlo uno dei riferimenti dell’ambientalismo fondato sulla conoscenza e non sull’ideologia, un approccio che lo distinse per tutta la carriera.

Il protagonista della battaglia antinucleare

Tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Duemila, Mattioli fu uno dei principali volti del movimento anti-nucleare italiano. Una stagione decisiva, combattuta al fianco di Massimo Scalia, che avrebbe contribuito a cambiare per sempre le scelte energetiche del nostro Paese.

Una battaglia di cui è stato non solo testimone, ma artefice, e che oggi viene ricordata come uno dei capitoli fondamentali della storia ecologista nazionale.

Una lunga carriera tra Parlamento e governo

L’impegno politico di Mattioli attraversò diverse legislature. Entrò in Parlamento nel 1987 con la lista della Federazione dei Verdi, di cui fu portavoce negli anni Novanta e primo capogruppo alla Camera dei deputati. Nel 1996 venne rieletto con l’Ulivo.

Ricoprì poi incarichi di governo di primo piano: fu sottosegretario ai Lavori pubblici durante il primo governo Prodi e i due governi D’Alema, tra il 1996 e il 2000. Successivamente, nel secondo governo Amato, assunse l’incarico di ministro senza portafoglio per le Politiche comunitarie, tra il 2000 e il 2001. Negli ultimi anni della sua attività aderì a Sinistra Ecologia e Libertà (SEL).

Il cordoglio del mondo ambientalista

A ricordarlo con commozione è stato Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, che ne ha sottolineato la capacità di unire rigore scientifico, impegno civile e passione politica. Bonelli lo ha definito uno dei protagonisti più autorevoli dell’ambientalismo italiano, un uomo che ha dedicato la vita alla difesa dell’ambiente e alla ricerca di modelli energetici sostenibili.

Una figura, ha aggiunto, che ha contribuito a costruire una cultura ecologista fondata sulla conoscenza e sulla responsabilità verso le generazioni future. La sua scomparsa, secondo Bonelli, rappresenta una grande perdita per il movimento ecologista, per la politica e per l’intero Paese, con un pensiero rivolto ai familiari e a quanti hanno condiviso con lui un lungo percorso di impegno civile.

Con Gianni Mattioli se ne va un pezzo di storia dell’ambientalismo italiano. Un uomo che ha saputo trasformare la scienza in impegno e l’impegno in eredità duratura, per chi continuerà a credere in un futuro più sostenibile.