martedì, Luglio 21

Cos’è la morte apparente, il raro fenomeno per cui una persona viene creduta morta ma è ancora viva

Un neonato di appena un mese, dichiarato morto dopo un arresto cardiorespiratorio, che torna a dare segnali di vita in camera mortuaria, sotto lo sguardo dei genitori. È il caso riportato da Tgcom24, verificatosi in questi giorni in un ospedale in Brasile, che ha riacceso l’attenzione su un fenomeno rarissimo e inquietante: la cosiddetta morte apparente.

Una condizione di cui si hanno notizie fin dal XVIII secolo e che, pur nella sua eccezionalità, continua a manifestarsi ancora oggi in diverse parti del mondo. Ma di cosa si tratta esattamente, e come è possibile che una persona venga creduta morta pur essendo ancora in vita?

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Che cos’è la morte apparente

Illustrazione del fenomeno della morte apparente, la rara condizione in cui una persona viene creduta morta ma è viva

La morte apparente è un fenomeno estremamente raro in cui una persona viene ritenuta deceduta, mentre in realtà è ancora viva. Il soggetto perde coscienza e sensibilità generale, con immobilità del corpo e un’apparente cessazione dell’attività cardiaca e della respirazione.

In questi casi, anche alcune verifiche tradizionali possono risultare ingannevoli: la cosiddetta “prova dello specchietto”, che rivela la respirazione attraverso la condensazione del fiato su una superficie posta sotto le narici, può dare esito negativo. La temperatura corporea, inoltre, può scendere drasticamente, contribuendo a rendere il quadro simile a quello di un decesso reale.

Le cause del fenomeno

La morte apparente può avere origini diverse e dipendere da molteplici fattori. Tra le cause individuate figurano stati di profonda letargia, la commozione cerebrale, la sincope, l’assideramento e alcune forme di intossicazione.

Si tratta di condizioni in grado di rallentare o mascherare le funzioni vitali al punto da renderle non rilevabili con una semplice osservazione, richiedendo accertamenti approfonditi per escludere con certezza il decesso. Proprio per questo, nel tempo, la scienza medica ha affinato progressivamente i criteri per l’accertamento della morte.

Un caso storico: la vicenda di Marjorie McCall

Tra gli episodi più celebri legati a questo fenomeno c’è quello di Marjorie McCall, avvenuto nel 1705 in Scozia. La donna era stata dichiarata morta a causa di una febbre di origine sconosciuta, e il funerale si era svolto poche ore dopo per il timore che la malattia fosse contagiosa.

Al momento della sepoltura, però, la donna indossava ancora un anello prezioso. Il giorno successivo, alcuni saccheggiatori di tombe, a conoscenza del gioiello, aprirono la bara e la trovarono ancora viva. Una vicenda diventata nel tempo quasi leggendaria, ma che rende bene l’idea di quanto insidioso possa essere questo fenomeno.

I casi più recenti nel mondo e in Italia

Episodi analoghi si sono verificati anche in tempi recenti. In India, un uomo dichiarato morto dopo un incidente stradale fu ritrovato ancora vivo, in condizioni critiche, dopo aver trascorso una notte nella cella frigorifera di un obitorio. Un caso simile ha coinvolto negli Stati Uniti un bambino di tre anni dell’Arizona, ritrovato vivo diverse ore dopo essere stato portato in ospedale.

Anche l’Italia ha conosciuto vicende di questo tipo. A Tarquinia, in provincia di Viterbo, un uomo di 78 anni, dopo due infarti e due arresti cardiaci, si è risvegliato circa mezz’ora dopo la dichiarazione del decesso e le manovre di rianimazione. Casi eccezionali che, pur nella loro rarità, mantengono alta l’attenzione della comunità medica sui criteri di accertamento della morte.