mercoledì, Luglio 22

Enrico Ruggeri al concerto di Codogno, è bufera sul cantante: «Tranquilli, non farò comizi no-vax»

Una notte bianca che doveva essere una festa rischia di trasformarsi in un caso politico. Al centro della bufera c’è Enrico Ruggeri, atteso sul palco di Codogno il prossimo 4 luglio. E proprio la scelta della città lodigiana, simbolo della prima drammatica fase della pandemia da Covid-19, ha riacceso le polemiche legate alle posizioni espresse in passato dal cantante.

A scatenare il dibattito sono state le sue convinzioni su vaccini e Green pass durante l’emergenza sanitaria. Ma davanti alle critiche, l’artista ha deciso di rompere il silenzio. E lo ha fatto a modo suo.

Leggi anche:Grandine e caos al concerto di Bad Bunny a Milano: spettatori feriti e 80mila persone evacuate

Leggi anche:Terribile incidente, autostrada bloccata: 11 km di coda

Leggi anche:Sequestra e tortura 22enne: arrestato il cantante italiano

La replica di Ruggeri sui social

Con un messaggio affidato a Instagram, il cantante ha provato a smorzare le tensioni, rassicurando che a Codogno non terrà alcun comizio no-vax. Quando è sul palco, ha spiegato, il suo compito è suonare e al massimo presentare qualche brano, pur aggiungendo che “l’aria che tira” è preoccupante.

E nelle sue storie l’artista ha voluto inserire una parola dal peso emblematico: censura. Un termine che lascia intendere come Ruggeri viva l’intera vicenda come un tentativo di metterlo a tacere.

L’affondo del Partito democratico

A sollevare il caso era stata Maria Cristina Baggi, capogruppo del Partito democratico in consiglio comunale. La consigliera ha richiamato le posizioni del cantante su vaccini e Green pass, sottolineando come non si tratti di opinioni superate, ma di convinzioni da cui l’artista non avrebbe mai preso davvero le distanze.

Baggi ha poi posto una questione di coerenza istituzionale: se la memoria del Covid viene invocata per negare il patrocinio ad alcuni eventi, ha osservato, non può essere dimenticata quando si scelgono gli ospiti delle manifestazioni cittadine. Quando la coerenza lascia spazio all’opportunità, ha concluso, il problema riguarda la credibilità di chi governa la città.

La difesa del sindaco

Immediata la replica del sindaco di centrodestra Francesco Passerini, che ha difeso la scelta organizzativa. Secondo il primo cittadino non serve spiegare la differenza tra un dibattito politico e il concerto di uno dei più grandi interpreti della musica italiana.

Per Passerini la presenza sul palco non ha alcuna valenza ideologica. L’arte, ha affermato, come lo sport non dovrebbe essere sottoposta a censure, quelle che a suo dire sembrerebbe invece auspicare il Partito democratico contestando l’invito a Ruggeri.

Le posizioni del cantante sul Covid

Le perplessità nascono da una lunga storia di prese di posizione. In un recente video sui social, ricordato anche dal Corriere della Sera, Ruggeri ha rivendicato il proprio ruolo nel dibattito pubblico, sostenendo di essersi sempre esposto su temi controversi rischiando in prima persona e senza paura di risultare impopolare.

Tra gli esempi citati, proprio la pandemia. Il cantante ha ricordato di essersi schierato già nel 2020, quando — primo e unico, a suo dire — definì la vicenda Covid come indotta e poco credibile. Senza voler stabilire chi avesse ragione, ha rivendicato quella come la propria battaglia, sostenendo di aver pagato un prezzo altissimo in termini di lavoro, ingaggi e partecipazioni, oltre a una valanga di insulti.

Non è la prima volta che le sue parole fanno discutere. In una passata intervista al Messaggero, l’artista aveva dichiarato che l’unica “dittatura” da lui vissuta sarebbe stata quella del lockdown. Una frase che già allora aveva acceso un duro confronto. E che oggi, a pochi giorni dall’evento, torna prepotentemente al centro della scena.