Doveva essere una giornata di festa e di unità, e per molti versi lo è stata. Ma alla parata militare del 2 giugno, in occasione degli 80 anni della Repubblica, un’assenza ha finito per catalizzare l’attenzione più delle Frecce tricolori che hanno sorvolato il cielo di Roma. A mancare all’appello, infatti, è stato Matteo Salvini, vicepremier e ministro dei Trasporti.
Un vuoto che non è passato inosservato tra le più alte cariche dello Stato, riunite ai Fori Imperiali insieme al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. E che ha subito acceso il dibattito politico.
Leggi anche:Conte passa al contrattacco: “Da oggi querelo chi mi calunnia sul Covid”
Leggi anche:Assessora regionale indagata in Puglia, l’inchiesta scuote Vieste: cosa contestano i pm
Leggi anche:Ponte sullo Stretto, tre indagati per corruzione: un magistrato della Corte dei Conti
Una ricorrenza dal valore speciale
Le celebrazioni mattutine si sono concluse con l’inno di Mameli eseguito dalla fanfara dei carabinieri a cavallo e con il suggestivo passaggio delle Frecce tricolori. Quest’anno la festa ha assunto un peso particolare: sono trascorsi esattamente 80 anni da quel 2 giugno 1946, quando gli italiani scelsero con un referendum di abolire la monarchia e instaurare la Repubblica, optando per la democrazia parlamentare.
Proprio in una giornata così simbolica, però, l’assenza del leader della Lega ha fatto discutere.
Le parole di La Russa
A commentare per primo è stato il presidente del Senato, Ignazio La Russa, prima di lasciare i Fori Imperiali. Pur ribadendo che si tratta della festa di tutti gli italiani, ha espresso dispiacere per chi non era presente.