lunedì, Giugno 8

Elsa Fornero si racconta: dall’anoressia in adolescenza alla “vicenda esodati”

Economista, ministro, sempre al centro delle discussioni politiche. Elsa Fornero ha attraversato stagioni molto diverse nella vita pubblica italiana, ma raramente si era raccontata con questa franchezza.

In una lunga intervista pubblicata sulle colonne del Corriere della Sera, l’ex ministro del Lavoro del governo Monti ripercorre le tappe più significative della propria esistenza: dall’adolescenza difficile, segnata da un rapporto complicato con il cibo, alla telefonata che cambiò tutto, fino alla spiegazione, mai così esplicita, di cosa provocò davvero lo scandalo degli esodati. E a una delle parole più dirette che abbia mai pronunciato: «C’era anche la volontà di danneggiarmi».

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L’adolescenza e l’anoressia: “Allora non esisteva ancora quella diagnosi”

Elsa Fornero ex ministro del Lavoro governo Monti - intervista Corriere della Sera giugno 2026 su anoressia adolescenza e caso esodati

Il racconto parte dall’infanzia e dalla giovinezza, in un clima familiare in cui lo studio era già una priorità assoluta. «Ricordo che, durante l’adolescenza, osservavo la vita quotidiana scorrere dalla finestra della stanza in cui studiavo. Il tempo del gioco era finito» racconta Fornero. Con l’adolescenza arrivò però anche il disagio: «Erano gli anni in cui iniziò il mio rapporto difficile con il cibo. Allora non esisteva ancora la diagnosi di “anoressia”».

Il medico del paese, con il pragmatismo dell’epoca, le disse: «Ricordati, è meglio un asino sano di un dottore malato». Un problema che durò «qualche anno» ma senza mettere a rischio la sua vita, come lei stessa precisa. «Da allora, in realtà, tutta la mia vita l’ho vissuta all’insegna della ricerca dell’equilibrio» — una frase che suona come una chiave di lettura di tutta la sua esistenza successiva.

La telefonata di Monti: “Devi rispondermi entro le 11”

Il racconto arriva poi al momento che cambiò tutto: la telefonata di Mario Monti, il 15 novembre 2011. «Mi telefonò alle 9.40. Mi disse: “Confido che tu mi dica di sì, ma devi darmi la risposta entro le 11”». Fornero chiese tempo: non poteva rispondere senza prima parlare con il marito, l’economista Mario Deaglio. La risposta di lui fu chiara e definitiva: «Mi avvertì che la scelta avrebbe sconvolto la nostra vita ma che non avrei potuto rifiutare per senso di responsabilità».

L’accoglienza all’interno degli ambienti governativi e politici romani non fu esattamente calorosa. Fornero racconta di essere stata percepita come «una signora torinese poco esperta delle sottigliezze romane e, più ancora, dell’ambiente politico. Una visione paternalistica secondo la quale avrei dovuto “essere guidata”». Un pregiudizio che avrebbe condizionato parte del suo percorso al ministero, rendendo ancora più difficile un incarico che fin dall’inizio si annunciava tra i più complicati del governo tecnico.

Gli esodati: “Tre fattori, inclusa la volontà di danneggiarmi”

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