venerdì, Luglio 31

Sorelline scomparse in Abruzzo, emergono le lettere di Alisya e Sarah

Proseguono senza sosta le ricerche di Alisya e Sarah Di Giacinto, le due sorelline di 16 e 12 anni scomparse ormai da una settimana dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, in provincia dell’Aquila. Mentre gli investigatori continuano a seguire tutte le piste possibili, emergono nuovi elementi che aiutano a comprendere il delicato contesto familiare in cui si inserisce la vicenda.

Nelle ultime ore sono state mostrate alcune lettere e pagine di diario scritte dalle due ragazze nel corso degli ultimi anni. Documenti che raccontano emozioni, sofferenze e desideri, e che oggi assumono un significato particolare alla luce della loro scomparsa.

Le lettere alla madre: “Mi manchi, voglio stare con te”

Le ricerche delle due sorelle scomparse nel Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise

Secondo quanto emerso, le due sorelline avevano scritto numerose lettere alla madre, Valentina D’Acunto, durante il periodo trascorso nella casa famiglia. Nei testi emergono sentimenti di nostalgia e un forte desiderio di ricongiungimento.

Tra le frasi più toccanti figura quella in cui una delle ragazze scrive: “Mamma mi manchi, ho sempre desiderato una mamma come te”. In altri passaggi vengono espressi il dolore per la lontananza e la speranza di poter tornare a vivere insieme.

In una lettera attribuita ad Alisya emerge anche una profonda sofferenza personale: “Io ultimamente sono molto triste e preoccupata. Molti pensieri invadono la mia testa, è come se non ci fosse un domani”. Parole che oggi colpiscono particolarmente familiari e opinione pubblica.

Il conflitto familiare e la decisione del tribunale

La storia delle due ragazze si inserisce all’interno di una lunga e complessa vicenda giudiziaria legata alla separazione dei genitori. Secondo la documentazione esaminata dal Tribunale di Cassino, il rapporto tra madre e padre sarebbe stato caratterizzato da anni di conflitti e contenziosi.

Nei provvedimenti citati dai media viene riportato che alcune consulenze psicologiche avrebbero interpretato parte dei comportamenti delle ragazze come conseguenza di dinamiche familiari particolarmente problematiche. Per questo motivo, alla fine di maggio, la responsabilità genitoriale era stata restituita al padre Stefano Di Giacinto dopo precedenti limitazioni.

Le lettere mostrano però anche un forte disagio delle ragazze rispetto alla situazione vissuta. In uno dei documenti emergono accuse rivolte direttamente al padre, ritenuto responsabile del loro allontanamento dalla madre.

Le ipotesi sulla scomparsa

La Procura di Sulmona continua a coordinare le indagini. Al momento l’ipotesi principale resta quella dell’allontanamento volontario, ma gli investigatori non escludono altre possibilità, compresa quella di un eventuale coinvolgimento di terze persone.

Le ricerche sono state estese a numerose aree dell’Abruzzo e del Lazio. Vigili del Fuoco, Protezione Civile, forze dell’ordine, unità cinofile e sommozzatori stanno battendo territori boschivi, sentieri e specchi d’acqua alla ricerca di qualsiasi elemento utile.

Particolare attenzione è stata dedicata anche al lago di Barrea e alle zone circostanti, dove negli ultimi giorni si sono concentrate alcune operazioni di verifica.

L’appello della madre

Nelle ultime ore la madre delle ragazze ha rivolto un nuovo appello pubblico alle figlie. Con voce commossa ha chiesto loro di farsi sentire e di comunicare almeno che stanno bene.

“Qualunque sia stato il motivo che vi ha portato ad allontanarvi, vi chiedo di mettervi in contatto con noi”, ha dichiarato. “Mamma non è arrabbiata. Tutto si può sistemare, ma dobbiamo farlo insieme”.

Intanto il tempo continua a trascorrere e l’attenzione resta altissima. L’intera comunità segue con apprensione gli sviluppi della vicenda nella speranza che Alisya e Sarah possano essere ritrovate sane e salve il prima possibile.