Dalla difesa del nuovo reato di femminicidio ai principali dossier globali, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha tracciato il bilancio del G7 di Evian nel corso della conferenza stampa finale. Un intervento ad ampio raggio, in cui la premier ha affrontato sia temi di politica interna sia questioni internazionali, dall’Ucraina al Medio Oriente, fino ai rapporti con gli Stati Uniti.
Il bilancio del G7 tra Ucraina e rapporti con Trump

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Nel corso dell’incontro con la stampa, Meloni ha definito positivo il vertice, ringraziando il presidente francese Emmanuel Macron per l’organizzazione e sottolineando le convergenze raggiunte con il presidente statunitense Donald Trump su diversi dossier, dall’Ucraina all’Indo-Pacifico. La premier ha precisato che il rapporto con Trump sarebbe rimasto invariato nonostante alcune divergenze recenti: “siamo due persone che difendono con determinazione i loro interessi nazionali”, aggiungendo che non vi sarebbe stato bisogno di chiarimenti formali perché entrambi comprendono le rispettive posizioni.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla guerra in Ucraina e al confronto con il presidente Volodymyr Zelensky. Meloni ha riferito che i leader del G7 hanno analizzato la situazione sul campo, definendola molto diversa dalla rappresentazione proposta dalla Russia, ribadendo l’obiettivo di favorire un incontro diretto tra Zelensky e Vladimir Putin.
Il nodo del Medio Oriente e lo stretto di Hormuz
Sul fronte mediorientale, la premier ha confermato la disponibilità italiana a contribuire agli impegni internazionali nello stretto di Hormuz. Allo stesso tempo ha lanciato un appello sulla situazione politica in Israele, auspicando che la campagna elettorale interna non comprometta il lavoro diplomatico portato avanti dagli Stati Uniti: “bisogna fare molta attenzione e lavorare tutti per far sì che l’accordo sia rispettato”.
Meloni rivendica il reato di femminicidio
Tra i passaggi più rilevanti, quello dedicato al reato di femminicidio introdotto nell’ordinamento italiano. Intervenendo anche in risposta alle dichiarazioni critiche di Roberto Vannacci, la premier ha rivendicato la scelta: “Lo rivendico, poi ognuno è libero di pensarla come vuole, ma sono contenta che ci sia oggi il reato di femminicidio nel nostro ordinamento”. Meloni ha precisato che il punto centrale non è stabilire un diverso valore tra vittime uomini e donne, ma analizzare il contesto e la ragione che portano al delitto.
Secondo la presidente del Consiglio, il femminicidio si distingue per la motivazione alla base della violenza: “la motivazione è non accettare la libertà di una donna”. Proprio il rifiuto dell’autonomia e delle scelte femminili, ha spiegato, rappresenta l’elemento che rende questi crimini particolarmente gravi. Un tema che la premier ha collegato anche alle battaglie del governo contro alcune forme di estremismo e fondamentalismo che limitano i diritti delle donne.