Undici giorni dopo la scomparsa di Alisya e Sarah, le sorelle scomparse di 16 e 12 anni, emerge un primo possibile indizio. Nei pressi di un sentiero, nella parte alta di Civitella Alfedena, è stato ritrovato un fermaglio per capelli che apparterrebbe alla più piccola delle due ragazze. Un’amica della famiglia avrebbe riconosciuto l’oggetto, confermando che si tratterebbe proprio di Sarah. Un elemento che, se verificato, potrebbe orientare le ricerche.
Il ritrovamento del fermaglio nel bosco

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Il ritrovamento è avvenuto durante le intense operazioni che da giorni impegnano decine di soccorritori nell’area del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. In queste ore un elicottero dei vigili del fuoco continua a sorvolare la zona, mentre le squadre a terra perlustrano sentieri, boschi e aree impervie alla ricerca di nuove tracce. Accanto ai vigili del fuoco operano gli specialisti del Soccorso Alpino e Speleologico, supportati da droni e cani molecolari. Le ricerche si concentrano soprattutto nei boschi, lungo i corsi d’acqua e sui versanti montani che circondano il centro abitato, proprio dove sarebbe stato rinvenuto il fermaglio.
Il giallo dei telefoni cellulari
Sul fronte investigativo resta aperto il giallo dei telefoni. Le ragazze avrebbero con sé tre dispositivi, risultati inattivi da circa 96 ore. Uno dei telefoni sarebbe stato affidato a Sarah per motivi di sicurezza durante gli spostamenti quotidiani tra Civitella Alfedena e Barrea, necessari per raggiungere la scuola. Gli investigatori stanno inoltre analizzando i cellulari e i computer presenti nella struttura, utilizzati sia dalle minori sia dagli altri ospiti della comunità.
I due fascicoli aperti dalla Procura
La Procura di Sulmona ha aperto due distinti fascicoli: uno per sottrazione di minori e l’altro per abbandono di minori, quest’ultimo nato in seguito alle denunce presentate dai genitori delle ragazze. È bene precisare che si tratta di atti dovuti e che, nei confronti di tutte le persone coinvolte, vale pienamente la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.
Tra le persone ascoltate più volte dai carabinieri c’è anche il fidanzato diciottenne di Alisya. Il giovane avrebbe riferito agli investigatori una propria ricostruzione, secondo cui sarebbe stata la madre delle ragazze a prelevarle e a condurle in un’abitazione: una pista che, almeno finora, non avrebbe trovato riscontri concreti e che resta dunque solo una delle ipotesi al vaglio.