La Maturità 2026 finisce al centro di una vivace polemica politica. A far discutere è la scelta del brano del sociologo Frank Furedi per la traccia B3, il testo argomentativo della prima prova scritta di italiano. Il passaggio, tratto dal saggio “I confini contano. Perché l’umanità deve riscoprire l’arte di tracciare frontiere”, ha generato reazioni contrastanti, dividendo nettamente difensori e critici della decisione del Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Chi è Frank Furedi e perché la scelta divide
Frank Furedi
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, professore emerito di Sociologia all’Università del Kent, è una figura dal profilo intellettuale articolato: in passato vicino all’area marxista e tra i fondatori del Revolutionary Communist Party britannico, oggi dirige il think tank MCC Brussels, finanziato anche dal governo ungherese di Viktor Orbán. Proprio questo legame ha alimentato le critiche di chi considera la scelta orientata politicamente, mentre i sostenitori la giudicano semplicemente un valido spunto di riflessione sul tema dei confini.
Le difese: il plauso dalla maggioranza
Tra le voci favorevoli spicca quella di Simonetta Matone, ex magistrato e deputata della Lega, che ha definito le tracce di altissimo livello, capaci di coniugare la cultura letteraria con la realtà contemporanea. Secondo Matone, il testo di Furedi non potrebbe essere etichettato semplicisticamente come di destra, dal momento che critica il principio di precauzione, da lei considerato un emblema della “cultura della paura”. La deputata ha inoltre rivolto un plauso al ministro Giuseppe Valditara, definendolo equilibrato e privo di pregiudizi di parte.