martedì, Luglio 7

Tardelli attacca: “Caso Balogun una barzelletta, i calciatori dovevano ribellarsi” – VIDEO

Marco Tardelli è tornato a far discutere con parole durissime sulla vicenda legata alla sospensione della squalifica di Folarin Balogun, l’attaccante degli Stati Uniti espulso ai sedicesimi del Mondiale 2026 e poi rimesso in campo dalla Fifa per gli ottavi contro il Belgio. L’ex calciatore, campione del mondo nell’82, era già finito al centro dell’attenzione per un botta e risposta in diretta Rai con la conduttrice Paola Ferrari, quando aveva parlato di una federazione mondiale che “prende ordini”, senza però fare nomi espliciti.

La decisione che si è ritorta contro gli Usa

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La sospensione della squalifica, arrivata dopo che lo stesso Donald Trump aveva ammesso pubblicamente di aver telefonato al presidente Fifa Gianni Infantino chiedendo la revisione del provvedimento, si è alla fine rivelata inutile sul piano sportivo: il Belgio ha dominato la sfida vincendo 4-1, con Balogun che non è praticamente riuscito a incidere sulla partita. Tardelli, intervistato da Repubblica, ha definito l’intera vicenda “gravissima, e simbolica di un andazzo generale del mondo del calcio, che non riconosco più”.

“Dove sono i grandi campioni?”

Il punto più duro dell’intervento di Tardelli riguarda il silenzio dei protagonisti del calcio mondiale di fronte a episodi di questo tipo: “L’unica strada, forse utopistica, è che siano i calciatori a prendere posizione in casi simili. Invece nessuno si ribella. In cambio di incassi milionari, oggi i giocatori accettano di non contare nulla e di non avere una voce. Di fronte a uno spettacolo simile, dove sono Messi, Kane, Haaland e Mbappé? Se fossero i campioni a farsi sentire, di fronte a certe ingiustizie, i tifosi di tutto il mondo li seguirebbero”.

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La frecciata a Pochettino e il consiglio a Garcia

L’ex centrocampista della Nazionale ha rivolto un pensiero anche ai due allenatori coinvolti nella vicenda: “Se Pochettino lasciasse in panchina Balogun, sarebbe un eroe. Ma è comprensibile che non voglia danneggiare la propria squadra”. Diverso il suggerimento rivolto al tecnico belga Rudi Garcia, a cui Tardelli ha consigliato più spavalderia per compattare l’ambiente: “Fossi in lui, dichiarerei: fatelo giocare, non temiamo nessuno, possiamo vincere anche con le vostre regole”.

La critica all’articolo 27 del Codice disciplinare

Tardelli si è poi soffermato sulla norma richiamata dalla Fifa per giustificare la sospensione della squalifica: “Sembra una barzelletta. La squalifica a Balogun è stata sospesa solo per permettergli di giocare contro il Belgio. È palese”. L’ex calciatore ha comunque voluto precisare di credere alla versione dello stesso Balogun sulla dinamica del fallo: “Credo al giocatore quando dice che il fallo non era volontario, si vede dalla dinamica. Ma non è questo il punto. Quello è un fallo da espulsione e quindi da squalifica”.

“Il calcio continua ad appassionarmi, ma non mi ci riconosco più”

Nonostante le critiche, Tardelli, che segue il Mondiale 2026 come opinionista per la Rai, ha voluto sottolineare come non tutto sia da buttare in questa edizione della competizione: “Ho visto bellissime partite. Ci sono squadre che hanno dato l’anima. L’Ecuador mi ha davvero emozionato. Proprio per questo è inaccettabile che si intervenga dall’alto per deviare il corso delle cose. Dove sono finiti i valori dello sport? Il calcio continua ad appassionarmi, ma non mi ci riconosco più”.