L’accesso ai social network potrebbe presto avere un’età minima legale in tutta Europa. La Commissione europea sta studiando un piano per limitare l’ingresso dei minori sulle piattaforme e lo presenterà dopo l’estate. Ad annunciarlo è stata la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, nel presentare le conclusioni del panel di esperti per la sicurezza dei minori online.
Il principio è netto: sotto i tredici anni le piattaforme non dovrebbero essere accessibili. “Come non diamo ai nostri figli le chiavi della macchina prima della patente, o non permettiamo loro di comprare alcolici finché non hanno l’età legale”, ha spiegato la presidente, “dobbiamo stabilire un’età per accedere legalmente ai social”.
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Cosa prevede la proposta
Nella visione della Commissione, l’obiettivo non è impedire del tutto ai minori l’uso della Rete, ma regolamentarne l’accesso in modo graduale. Dopo i tredici anni, l’ingresso ai social dovrebbe essere monitorato dai genitori o dagli insegnanti, attraverso un sistema “per fasi” calibrato sulle diverse fasce d’età. Un approccio “step by step” suggerito dagli esperti e definito da von der Leyen “molto convincente”.
Tra gli strumenti indicati figura anche una nuova app europea per la verifica dell’età, descritta dalla Commissione come “semplice da usare, rispettosa della privacy e open source”, pensata per restituire ai genitori maggiore controllo sull’accesso dei figli alle piattaforme.
🔴🇪🇺 FLASH – Ursula Von der Leyen confirme bien qu’il y aura une application européenne pour l’authentification sur les réseaux sociaux.
L’union européenne va donc avoir accès aux cartes d’identités de tous les européens qui vont devoir les présenter pour se connecter sur les… pic.twitter.com/iL9eq5FkG9— Jon De Lorraine (@jon_delorraine) July 13, 2026
Le ragioni della stretta
A motivare la proposta sono i dati sul disagio giovanile. Secondo von der Leyen, quasi il 60% dei bambini in Europa avrebbe sperimentato problemi emotivi e psicosociali online. “Insonnia, depressione, ansia, cyberbullismo, esposizione a contenuti dannosi: tutto questo accade mentre il cervello dei nostri figli è ancora in fase di sviluppo”, ha dichiarato.
La presidente ha ricordato che, con il regolamento europeo sui servizi digitali (Dsa), le piattaforme hanno un “dovere di diligenza” verso gli utenti più vulnerabili, citando le azioni già avviate da Bruxelles nei confronti di TikTok e Meta. “I social media non sono un giocattolo”, ha sintetizzato, rivendicando il principio della “sicurezza fin dalla progettazione”.
La proposta divide il web
Come prevedibile su un tema tanto sensibile, l’annuncio ha immediatamente acceso il dibattito online, dividendo gli utenti in due schieramenti. Da un lato c’è chi approva la misura, condividendo la preoccupazione per gli effetti dei social sui più giovani e la necessità di un intervento delle istituzioni a tutela dei minori.
Dall’altro, numerosi utenti hanno espresso timori sul fronte della privacy e del controllo, interrogandosi sul funzionamento del sistema di verifica dell’età e sulla gestione dei dati personali. Il testo definitivo, in ogni caso, non è ancora stato presentato.
I prossimi passi
La Commissione esaminerà ora le raccomandazioni contenute nel rapporto degli esperti e presenterà una proposta concreta soltanto dopo l’estate. Von der Leyen ha parlato di un vero e proprio “cambiamento culturale”, destinato a richiedere tempo, paragonandolo all’introduzione delle cinture di sicurezza in auto: una misura inizialmente discussa e poi entrata nella normalità. Sarà il dibattito dei prossimi mesi, tra le istituzioni europee e i singoli Stati, a definire i contorni precisi della stretta.